venerdì, Dicembre 5, 2025

Stellantis, dal 1° settembre quasi 8mila operai in solidarietà fino al 2026: stipendi tagliati e stabilimenti in crisi

Il rientro dalle ferie non segnerà la ripresa normale del lavoro per migliaia di operai e impiegati Stellantis.

Dal 1° settembre scatteranno i contratti di solidarietà a Termoli e Mirafiori, mentre dall’8 settembre toccherà a Pomigliano d’Arco. In totale saranno coinvolti 7.850 metalmeccanici, che per i prossimi mesi vedranno l’orario ridotto e una retribuzione alleggerita.

Il ricorso massiccio agli ammortizzatori sociali è la conferma della fase critica che attraversano gli stabilimenti italiani.

I numeri stabilimento per stabilimento

A Pomigliano d’Arco la misura interesserà 3.750 addetti impegnati sulla Panda e sulla Tonale. La durata è di un anno con riduzione dell’orario fino al 75%.

A Termoli saranno 1.800 operai della produzione motori a lavorare in regime di solidarietà per dodici mesi, con rotazione verticale: dieci giorni di attività al mese, poi periodi di stop.

A Mirafiori il contratto toccherà 2.300 lavoratori delle Carrozzerie, delle Presse, della Costruzione Stampi e dell’ex PCMA. La prima fase andrà dal 1° settembre 2025 al 31 gennaio 2026, ma è già prevista una proroga fino al 2026.

Completano il quadro Melfi, con contratti validi fino a giugno 2026 e una riduzione di organico di 500 unità, e Cassino, dove la solidarietà resterà attiva fino ad aprile 2026.

Come funziona la solidarietà difensiva

Il contratto di solidarietà difensivo è un ammortizzatore sociale che permette alle imprese di ridurre l’orario evitando licenziamenti.

Le ore non lavorate vengono coperte dall’Inps con un’indennità pari all’80% della retribuzione persa, ma entro massimali fissati annualmente.

Di fatto, in busta paga il netto si aggira intorno al 60% dello stipendio pieno.

Non è quindi un salario integrale, ma un paracadute temporaneo per scongiurare chiusure e tagli.

Le richieste dei sindacati

A Pomigliano i sindacati hanno firmato un verbale congiunto con l’azienda per chiedere alla Regione Campania un intervento di sostegno al reddito superiore a quello previsto dal contratto di solidarietà.

L’obiettivo è garantire più tutele e inserire attività formative durante i periodi di fermo. Si pensa al presente ma anche al futuro dei lavoratori.

I sindacati hanno anche rilanciato la richiesta di un tavolo nazionale con il governo. Il Segretario Fiom Cgil Michele De Palma ha chiesto un intervento diretto della Premier Giorgia Meloni

“Il ricorso a nuovi ammortizzatori in più stabilimenti – ha dichiarato Ferdinando Uliano, segretario generale Fim-Cisl – è la conferma delle gravi difficoltà di mercato che hanno caratterizzato tutto il 2025”.

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