Chi assiste un familiare con disabilità grave può utilizzare, se rispetta i requisiti previsti, il congedo straordinario disciplinato dall’articolo 42 del D.Lgs. 151/2001.
La misura può interessare anche i lavoratori metalmeccanici dipendenti che assistono un familiare con disabilità grave riconosciuta ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della Legge 104/1992.
Durante il congedo il lavoratore riceve un’indennità e beneficia della contribuzione figurativa, utile anche ai fini pensionistici.
Quanto dura il congedo straordinario
Il periodo massimo utilizzabile è pari a 2 anni complessivi nell’arco della vita lavorativa.
Il limite deve essere coordinato con gli altri periodi di congedo previsti dalla normativa per gravi motivi familiari.
Il congedo può essere utilizzato anche in modo frazionato, nel rispetto delle condizioni previste dalla legge.
Quanto viene pagato
Durante il congedo il lavoratore ha diritto a un’indennità commisurata all’ultima retribuzione riferita alle voci fisse e continuative.
Per il 2026 l’INPS ha fissato un limite massimo complessivo annuo di 57.836,96 euro, che comprende sia l’indennità economica sia la contribuzione figurativa.
I valori aggiornati sono indicati nella circolare INPS n. 47 del 21 aprile 2026.
Chi paga il lavoratore durante il congedo
Per i lavoratori dipendenti privati, l’indennità viene normalmente anticipata dal datore di lavoro in busta paga.
L’azienda recupera poi le somme attraverso il conguaglio con i contributi dovuti all’INPS.
Per il lavoratore il pagamento continua quindi normalmente a passare dal datore di lavoro, anche se la prestazione rientra nella tutela INPS.
Cosa succede ai contributi per la pensione
Il periodo di congedo è coperto da contribuzione figurativa.
Questo significa che il lavoratore, pur non svolgendo attività durante il periodo di assistenza, non resta senza copertura previdenziale.
La contribuzione viene accreditata entro i limiti previsti dalla normativa e concorre alla posizione pensionistica del lavoratore.
Per chi utilizza il congedo per periodi lunghi, quindi, l’assenza non viene trattata come un periodo privo di contribuzione.
Chi può richiedere il congedo
La legge stabilisce un preciso ordine di priorità tra i familiari che possono accedere alla misura.
In prima posizione rientrano il coniuge convivente, la parte dell’unione civile convivente e il convivente di fatto della persona con disabilità grave.
Solo nelle condizioni previste dalla legge il diritto può passare ai soggetti successivi nell’ordine, tra cui genitori, figli conviventi, fratelli o sorelle conviventi e, nei casi ammessi, altri parenti o affini.
Per diversi beneficiari la convivenza con la persona assistita rappresenta un requisito necessario.
Come si presenta la domanda
La richiesta deve essere presentata direttamente all’INPS, attraverso il servizio telematico dedicato oppure tramite patronato.
Prima dell’invio bisogna verificare che il familiare abbia il riconoscimento della disabilità grave ai sensi della Legge 104 e che il richiedente rispetti l’ordine di priorità e gli eventuali requisiti di convivenza.
L’INPS verifica quindi la presenza delle condizioni previste dalla normativa per riconoscere la prestazione.


