Quando un’azienda ricorre alla cassa integrazione, il lavoratore può controllare se la domanda è stata presentata, quale periodo comprenda e se l’INPS abbia già disposto il pagamento.
Da marzo 2026 queste informazioni si possono verificare anche dall’app INPS Mobile. Con il Messaggio n. 995 del 20 marzo 2026, l’Istituto ha infatti annunciato l’inserimento nell’app della funzione “Consultazione Integrazioni Salariali”, indicata con la sigla CIS.
Il servizio è utile anche a tutti quei lavoratori incluso i metalmeccanici coinvolti in una sospensione o riduzione dell’attività produttiva.
Che cosa si può controllare dall’app INPS
La funzione CIS permette al lavoratore di consultare:
- lo stato delle domande di integrazione salariale nelle quali risulta presente il proprio nominativo;
- la prestazione richiesta e il periodo interessato;
- il numero di protocollo e lo stato della domanda;
- gli eventuali pagamenti effettuati direttamente dall’INPS.
Le informazioni non vengono aggiornate in tempo reale. Il Messaggio INPS precisa che i dati visualizzati sono quelli consolidati fino alla giornata precedente rispetto alla consultazione.
La domanda di cassa integrazione viene presentata dal datore di lavoro, non dal dipendente. Attraverso l’app, però, il lavoratore può controllare più facilmente lo stato della pratica che lo riguarda.
Come accedere al servizio CIS
Per effettuare la verifica bisogna scaricare o aggiornare l’applicazione INPS Mobile.
Dopo avere aperto l’app, il lavoratore deve:
- accedere con SPID almeno di livello 2 oppure CIE 3.0;
- cercare il servizio “Consultazione Integrazioni Salariali – CIS”;
- aprire la sezione dedicata alle domande e ai pagamenti;
- selezionare la pratica per consultarne i dettagli.
Il servizio CIS rimane disponibile anche sul portale INPS attraverso la relativa pagina di Consultazione Integrazioni Salariali.
Pagamento diretto o anticipo in busta paga: cosa cambia
Non tutti i lavoratori in cassa integrazione ricevono un bonifico dall’INPS. Esistono infatti due diverse modalità di pagamento.
Con il pagamento diretto, l’INPS versa la prestazione al lavoratore. In questo caso, attraverso la funzione CIS è possibile consultare anche lo stato dei pagamenti effettuati dall’Istituto.
Quando invece l’azienda anticipa la cassa integrazione in busta paga, il dipendente riceve la somma insieme alla retribuzione. Successivamente il datore recupera l’importo mediante conguaglio contributivo.
In questa seconda situazione il lavoratore non deve aspettarsi un bonifico dell’INPS a proprio nome: per controllare la somma ricevuta deve verificare il cedolino dello stipendio.
Cosa fare se la domanda non compare
Se la pratica non risulta nell’app, ciò non significa automaticamente che l’azienda non l’abbia presentata. I dati visualizzati sono consolidati fino alla giornata precedente e potrebbero essere necessari tempi tecnici per il loro aggiornamento.
Il lavoratore dovrebbe innanzitutto chiedere all’azienda o all’ufficio del personale se la domanda è stata trasmessa, facendosi indicare numero di protocollo, periodo interessato e modalità di pagamento.
Se l’azienda conferma l’invio, ma la pratica continua a non comparire, il dipendente può chiedere una verifica direttamente all’INPS attraverso il Contact Center, il servizio INPS Risponde oppure rivolgendosi a una sede territoriale. Può inoltre richiedere assistenza a un patronato o alla rappresentanza sindacale.
Ricordiamo che la funzione CIS mostra i pagamenti effettuati direttamente dall’INPS. Se la cassa integrazione viene anticipata dall’azienda, l’importo deve essere controllato nella busta paga e non apparirà come bonifico INPS destinato al lavoratore.
Qual è la normativa sulla cassa integrazione
La disciplina generale delle integrazioni salariali è contenuta nel D.Lgs. 148/2015.
La legge regola, tra gli altri strumenti, la Cassa integrazione guadagni ordinaria, utilizzata nelle sospensioni o riduzioni temporanee dell’attività, e la Cassa integrazione straordinaria, prevista in determinate situazioni di crisi, riorganizzazione aziendale o contratto di solidarietà.
La funzione introdotta nell’app non modifica requisiti, importi o durata della prestazione. Offre però al lavoratore uno strumento immediato per controllare la domanda che lo riguarda e gli eventuali pagamenti eseguiti direttamente dall’INPS.


