Nuove risorse per sostenere la trasformazione della filiera automotive italiana. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy mette a disposizione 300 milioni di euro destinati alle aziende che investiranno in innovazione, nuovi impianti, tecnologie avanzate e mobilità a basse emissioni.
Le agevolazioni passeranno attraverso i mini contratti di sviluppo e potranno coprire fino al 75% delle spese ammissibili, attraverso una combinazione di contributo a fondo perduto e finanziamento agevolato.
La misura rientra nel più ampio rifinanziamento del Fondo automotive per il periodo 2026-2030.
Il 60% delle risorse destinato alle PMI
Una parte consistente dello stanziamento viene riservata alle imprese di dimensioni più contenute. Il 60% dei 300 milioni è destinato alle PMI e, all’interno di questa quota, un quarto dovrà andare alle micro e piccole imprese.
Un’altra riserva importante riguarda il Mezzogiorno: il 40% delle risorse finanzierà programmi realizzati negli stabilimenti situati in Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia e Sardegna.
Sono inoltre previste due quote del 10% rispettivamente per le aziende dotate di rating di legalità e per quelle in possesso della certificazione della parità di genere.
Quali investimenti potranno essere finanziati
I programmi dovranno avere un valore inferiore a 20 milioni di euro. L’obiettivo dei mini contratti di sviluppo è infatti intercettare soprattutto quelle imprese con investimenti troppo piccoli per accedere ai contratti di sviluppo ordinari, ma contemporaneamente troppo consistenti per molti incentivi regionali.
Tra gli interventi ammessi figurano la creazione di nuove unità produttive, l’ampliamento degli stabilimenti esistenti, la riconversione e la ristrutturazione degli impianti. Potrà essere finanziata anche l’acquisizione di siti produttivi chiusi o a rischio chiusura.
Le spese agevolabili comprendono terreni aziendali, opere murarie, macchinari, impianti, attrezzature, software e brevetti. Sono ammessi anche determinati acquisti tramite leasing.
Spazio a ricerca, innovazione e formazione
Gli investimenti dovranno essere collegati alla trasformazione dell’automotive: nuovi veicoli, sistemi di propulsione a basse emissioni, componentistica e tecnologie per una mobilità sostenibile, autonoma, connessa, intelligente e sicura.
Sono ammessi anche progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale. La formazione del personale direttamente collegata agli investimenti potrà essere finanziata entro il 10% dell’investimento complessivo.
I programmi potranno essere presentati anche congiuntamente da un massimo di cinque imprese.
Le domande saranno esaminate secondo l’ordine cronologico di presentazione e con un’istruttoria articolata in due fasi. Il Ministero dovrà deliberare l’agevolazione entro 120 giorni dalla domanda. Apertura, procedure e modalità operative saranno definite con un successivo decreto direttoriale.


