Per chi vuole migliorare le proprie competenze o ottenere un titolo di studio che non è riuscito a conseguire in passato arriva una nuova opportunità. È il reddito di studio (Rest), una misura che prevede un contributo economico mensile destinato agli adulti con redditi bassi che intendono intraprendere un percorso di istruzione o formazione.
Si tratta di un sostegno che può interessare anche molti lavoratori metalmeccanici, in particolare chi vuole riqualificarsi, completare gli studi o accedere a percorsi di formazione tecnica superiore.
Gli importi del reddito di studio
La misura prevede un contributo mensile differenziato in base al percorso di istruzione scelto.
Gli importi previsti sono:
- 475 euro al mese per chi vuole conseguire la licenza media;
- 625 euro al mese per frequentare la scuola superiore;
- 775 euro al mese per l’università o i percorsi di formazione tecnica superiore.
Per molti lavoratori del settore metalmeccanico questa misura può rappresentare una possibilità concreta di rafforzare le proprie competenze professionali, soprattutto in un momento in cui l’industria richiede sempre più qualifiche tecniche e digitali.
Requisiti e condizioni per accedere al contributo
Il reddito di studio è destinato agli adulti residenti o domiciliati nel territorio regionale, compresi i cittadini stranieri con regolare permesso di soggiorno.
Per ottenere il contributo è necessario avere un ISEE non superiore a 6.500 euro e non essere già beneficiari di altre borse di studio.
La norma stabilisce anche alcune soglie di età legate al tipo di percorso formativo:
- 18 anni per conseguire la licenza media;
- 25 anni per il diploma di scuola superiore;
- 30 anni per l’accesso all’università o ai percorsi di formazione tecnica superiore.
Patto formativo e risorse disponibili
Tra lo studente e l’istituzione viene definito un patto formativo personalizzato, che stabilisce gli obiettivi intermedi e finali del percorso di studio.
Il beneficio può essere sospeso fino a due volte per motivi non imputabili al beneficiario.
Per il primo biennio sono stati stanziati 3 milioni di euro, con la possibilità di aumentare le risorse per ampliare la platea dei beneficiari.
Questa misura si affianca inoltre al Reis (Reddito di inclusione sociale), il reddito regionale contro la povertà attivo da anni e introdotto prima del reddito di cittadinanza nazionale del 2019, con cui il nuovo reddito di studio può essere cumulato.

