E’ vietato per le aziende raccogliere e conservare dati su salute, attività sindacali e vita privata dei dipendenti se non strettamente collegati alla valutazione professionale. A ribadirlo è il Garante per la protezione dei dati personali con un provvedimento del 24 febbraio 2026, nato da un’ispezione nei confronti di Amazon Italia Logistica.
L’indagine: algoritmi e note sui lavoratori
L’Autorità è intervenuta dopo verifiche svolte nello stabilimento di Passo Corese (Rieti). Al centro dell’indagine, l’uso di una piattaforma digitale collegata alle presenze e di un sistema di alert automatici.
Tra gli strumenti utilizzati figurava anche il cosiddetto “Bradford Factor”, un algoritmo che segnala le assenze brevi e frequenti, attivando controlli sui lavoratori. I manager registravano poi i colloqui in schede individuali, inserendo annotazioni libere.
Dati sensibili raccolti senza limiti
Proprio queste annotazioni hanno fatto emergere le principali criticità. Secondo il Garante, venivano raccolti dati non pertinenti al lavoro: informazioni su patologie, adesione a scioperi, attività sindacali e aspetti della vita privata e familiare.
Dati altamente sensibili, conservati per tutta la durata del rapporto e fino a dieci anni dopo la cessazione, accessibili a numerosi soggetti interni.
A ciò si aggiunge la presenza di telecamere vicino a bagni e aree ristoro, in grado di identificare i lavoratori, ritenuta lesiva della dignità personale.
Violazioni del Gdpr e dello Statuto dei lavoratori
Il Garante ha rilevato violazioni dei principi fondamentali del Regolamento Ue 2016/679: liceità, correttezza, minimizzazione dei dati e limitazione della conservazione.
Richiamato anche lo Statuto dei lavoratori, che vieta la raccolta di informazioni non rilevanti per la valutazione professionale.
Stop immediato e verifiche in tutti gli stabilimenti
L’Autorità ha disposto misure urgenti: blocco definitivo dell’uso dei dati raccolti nelle annotazioni, verifica entro sette giorni in tutti gli stabilimenti e stop alle telecamere nelle aree sensibili.
Possibili anche sanzioni. Amazon ha dichiarato piena collaborazione, ribadendo l’impegno nella tutela dei dati personali.


