Il segretario generale Fiom-Cgil, Michele De Palma, ha rilasciato un’intervista a Repubblica in cui spiega l’importanza del rinnovo del contratto dei metalmeccanici per l’economia. Secondo De Palma, sono due i fattori determinanti:
“Uno è l’aumento dei salari per far ripartire la domanda. L’altro è l’aumento dell’occupazione stabile per incrementare il numero delle persone che garantiscono un gettito fiscale. In una fase in cui devi far ripartire la domanda interna sono necessari aumenti sul salario, stabilizzazione e riduzione dell’orario per aumentare la base produttiva e fiscale.”
L’aumento del potere d’acquisto dei lavoratori, quindi, sarebbe cruciale per sostenere i consumi e favorire la crescita economica.
Come rivedere il fisco sul lavoro?
De Palma sottolinea un altro punto chiave: gli aumenti salariali devono essere detassati per avere un impatto reale:
“Gli aumenti vanno detassati. Altrimenti il fiscal drag si mangia quello che viene contrattato e i lavoratori pagano il conto. Rendiamo spendibili gli aumenti se vogliamo far ripartire l’economia, detassiamo la riduzione e rimodulazione delle ore di lavoro, penalizzando lo straordinario. Elementi che aiuterebbero la contrattazione.”
Secondo il leader della Fiom, senza misure fiscali adeguate, gli aumenti salariali rischiano di essere vanificati dal peso delle tasse.
Lo stallo con Federmeccanica e il terzo sciopero unitario
Per sbloccare la trattativa con Federmeccanica, la Fiom-Cgil insiste sulla necessità del confronto:
“Con la contrattazione. Federmeccanica però rifiuta il confronto. La situazione attuale richiederebbe invece un approccio analogo al periodo del Covid.”
Il 28 marzo è previsto il terzo sciopero unitario dei metalmeccanici, un segnale della tensione che c’è in questo momento tra le parti e della necessità di trovare un accordo equo per il rinnovo del ccnl scaduto il 30 giugno 2024.
“Nessuno si è comprato lo champagne con gli aumenti”
Federmeccanica sostiene che gli aumenti concordati nel precedente rinnovo siano già stati sufficienti. De Palma replica duramente:
“Gli ultimi due anni di rinnovo sono serviti a ridurre l’impatto dell’inflazione. Gli operai con quei soldi non sono entrati e usciti dai supermercati a comprare casse di Moet & Chandon, Il potere di acquisto non è aumentato.”
Il segretario Fiom sottolinea come i 310,92 euro (al livello C3) euro di aumento percepiti tra il 2021 e il 2024 non siano stati un lusso, ma una necessità per far fronte all’inflazione e al carico fiscale. Per i lavoratori metalmeccanici, dunque, il rinnovo del contratto resta una questione cruciale per garantire salari dignitosi e condizioni migliori.