giovedì, Dicembre 11, 2025

Chi vuole comprare la Riello? Ecco le 6 offerte sul tavolo

Il processo di vendita di Riello, storico gruppo italiano delle caldaie e della climatizzazione controllato da Carrier Global Corporation, entra nel vivo. Mentre il clima sindacale non sembra affatto sereno dopo l’incontro di fine ottobre, nelle ultime ore sono arrivate all’advisor Bank of America le offerte non vincolanti: sono sei, espressione di un interesse internazionale molto forte e di un’operazione che il governo segue con attenzione per evitare il rischio di delocalizzazioni.

A contendersi l’azienda ci sono multinazionali italiane, due colossi cinesi e alcuni fondi europei specializzati nei carve-out. Un quadro competitivo che riflette il valore industriale di Riello, fondata nel 1922, oggi 400 milioni di fatturato e oltre 600 dipendenti in Italia.

Ariston Group: la strategia industriale italiana

Tra le offerte più rilevanti c’è quella di Ariston Group, che già nelle scorse settimane aveva manifestato interesse. Affiancata da Mediobanca, la multinazionale italiana vuole integrare Riello nel proprio piano di crescita, che prevede 500 milioni di investimenti in Italia, di cui metà in ricerca e sviluppo. L’operazione andrebbe a rafforzare la filiera nazionale della climatizzazione.

Ferroli e Attestor: la seconda mossa italiana

Un’altra proposta arriva da Ferroli, gruppo veronese controllato dal private equity Attestor. Assistita da Jefferies, Ferroli punta a consolidare il proprio ruolo nella produzione di tecnologie termiche. La competizione tra Ariston e Ferroli mostra che una parte del settore italiano vuole riportare Riello sotto controllo nazionale dopo anni di proprietà estera.

Haier e Midea: l’assalto dei colossi cinesi

Sul dossier si sono mossi anche i giganti asiatici. Haier, già proprietaria di Candy dal 2018, ha presentato un’offerta formale. Altrettanto ha fatto Midea, supportata da Rothschild. Per entrambe sarebbe un rafforzamento importante nel mercato europeo delle tecnologie per il comfort domestico.

I fondi europei: Syntagma e Aurelius

Chiudono il quadro le offerte di due fondi specializzati nei carve-out: Syntagma Capital, belga, e Aurelius, tedesco, già attivo in Italia dopo l’acquisizione di Fiamm Energy Technology. Si tratta di player con forte esperienza nelle ristrutturazioni industriali.

Il Mimit monitora con attenzione: la priorità è garantire un piano industriale vero e il mantenimento della produzione in Italia.

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