Michele De Palma, segretario generale della Fiom-Cgil, ha lanciato un appello urgente per contrastare gli effetti negativi dei dazi statunitensi sull’industria e sull’occupazione in Italia. In una nota, De Palma ha sottolineato che le misure protezionistiche degli USA, insieme al fenomeno delle delocalizzazioni, potrebbero avere “effetti incalcolabili“ sui lavoratori.
Le richieste della Fiom-Cgil e altre sigle sindacali
De Palma chiede un “intervento straordinario“ a tutela dei lavoratori, con investimenti nell’innovazione industriale e politiche per rafforzare la domanda interna. “È ora di aprire a nuove relazioni commerciali per impedire alle oligarchie di distruggere lavoro e industria”, ha dichiarato, sottolineando la necessità di una politica salariale e fiscale più equa per contrastare l’inflazione.
Anche altre organizzazioni sindacali hanno espresso preoccupazione. Uilm e Fim-Cisl chiedono al Governo e all’UE di negoziare accordi commerciali più vantaggiosi, evitando ritorsioni che potrebbero danneggiare settori chiave come l’automotive e la siderurgia. Intanto, Confindustria sollecita misure di sostegno alle imprese per compensare gli svantaggi competitivi.
La risposta del Governo Meloni
Il Governo italiano, attraverso le dichiarazioni della premier Giorgia Meloni e del vicepremier Antonio Tajani, sta valutando contromisure. Tajani ha ribadito la necessità di “difendere il Made in Italy”, annunciando possibili negoziati bilaterali con Washington per mitigare l’impatto dei dazi.
Meloni, dal canto suo, ha evidenziato l’importanza di rafforzare la competitività europea, sostenendo che l’Italia lavorerà a livello UE per una risposta coordinata. Tuttavia, i sindacati chiedono azioni più concrete, tra cui un piano industriale strategico e un fondo di garanzia per i lavoratori colpiti.
Mentre il dibattito si accende, resta alta l’attenzione sulle prossime mosse di Governo e UE per proteggere l’economia italiana dalla guerra commerciale in corso.


