Nel primo trimestre 2025 la cassa integrazione cresce del 30%. Colpiti duramente i settori metalmeccanico, tessile, abbigliamento e calzature.
Boom di richieste di CIG: +30% da gennaio a marzo
I numeri dell’Inps parlano chiaro: nel primo trimestre del 2025 sono state autorizzate 176,5 milioni di ore di cassa integrazione, contro le 135,5 milioni dello stesso periodo del 2024. La crescita è del +30,2%.
Un’impennata che riguarda in particolare i comparti metalmeccanico, tessile, abbigliamento, cuoio e calzature, settori storici del made in Italy che stanno affrontando una fase di forte instabilità.
Il cuore della manifattura è in difficoltà
A pesare sono i processi di transizione industriale, ristrutturazioni e calo della produzione. L’Inps parla di una fase di “adeguamento organizzativo” che si sta traducendo in stop temporanei delle attività produttive e sempre più ricorso agli ammortizzatori sociali.
I dati sulla Cigo (cassa ordinaria) mostrano un utilizzo stabile ma elevato: 30,7 milioni di ore autorizzate solo a marzo, in aumento rispetto ai mesi precedenti.
Cresce la Cigs: crisi aziendali più complesse
A preoccupare è il dato sulla Cassa Integrazione Straordinaria (Cigs), usata per affrontare crisi profonde, riorganizzazioni o chiusure. A marzo 2025 si è toccata quota 29,9 milioni di ore, con un balzo del +119,5% rispetto a marzo 2024.
Di queste, 16,2 milioni di ore sono legate a contratti di solidarietà, segno che molte imprese cercano di gestire la crisi evitando i licenziamenti.
Non solo Cassa: aumentano anche le domande di disoccupazione
Il rallentamento del lavoro si riflette anche nei dati Naspi. A novembre 2024 (ultimo dato disponibile), i beneficiari della disoccupazione erano 1.303.982, con un aumento del 2,2% rispetto all’anno precedente.
Un segnale ulteriore di un mercato del lavoro sotto pressione, che coinvolge operai, tecnici, impiegati e mette in difficoltà intere filiere.