venerdì, Agosto 29, 2025

Contratto Metalmeccanici Bloccato: Cresce la Pressione dei Comuni, da Torino a Padova fino a Reggio Emilia

A quasi un anno dalla scadenza del contratto nazionale Federmeccanica-Assistal, la mobilitazione dei lavoratori metalmeccanici continua a raccogliere sostegno anche sul fronte istituzionale. Diverse amministrazioni comunali – tra cui Torino, Padova, Reggio Emilia, Piacenza e numerosi comuni più piccoli – stanno approvando mozioni e ordini del giorno che esprimono solidarietà a chi sciopera per migliori salari, sicurezza sul lavoro e riduzione delle disuguaglianze. Intanto i sindacati annunciano nuove azioni: assemblee in fabbrica, blocco degli straordinari e sciopero unitario nazionale fissato per il 20 giugno.

Perché la politica locale appoggia la vertenza

Il sostegno delle istituzioni locali alla protesta dei metalmeccanici nasce dalla consapevolezza del ruolo centrale di questo settore nella tenuta economica e sociale dei territori. In molti documenti approvati dai consigli comunali si richiama l’articolo 36 della Costituzione, che garantisce una retribuzione “proporzionata alla quantità e qualità del lavoro”, e si citano anche le parole del Presidente della Repubblica pronunciate il 29 aprile scorso, che hanno ribadito la centralità della dignità del lavoro.

I Comuni chiedono che le parti tornino al tavolo negoziale e che si arrivi in tempi brevi al rinnovo del contratto. La vertenza, secondo le amministrazioni locali, non può essere lasciata a uno stallo che penalizza centinaia di migliaia di famiglie. L’invito è rivolto anche alle imprese locali: serve, dicono le istituzioni, un ruolo costruttivo da parte del sistema produttivo per superare l’impasse.

Reggio Emilia, Bologna e tanti piccoli Comuni già in campo

Il primo fronte istituzionale a muoversi è stato quello di Reggio Emilia, seguito da diversi comuni della sua provincia. Anche il Comune di Bologna ha approvato una mozione a sostegno dei lavoratori metalmeccanici, esortando la ripresa delle trattative. Iniziative simili sono state avviate in altre città medie e in molti centri minori, dove il settore metalmeccanico è spesso il cuore pulsante dell’economia locale.

Torino: “Il lavoro metalmeccanico è la spina dorsale dell’industria”

Con l’ordine del giorno numero 20, il Consiglio comunale di Torino ha approvato un testo che esprime vicinanza ai lavoratori e alle lavoratrici metalmeccaniche. Il documento sottolinea che la categoria rappresenta la prima realtà produttiva manifatturiera del territorio, con oltre 2.000 aziende e 90.000 occupati, un indotto che traina l’export verso Germania e Francia.

Il Comune di Torino si impegna a partecipare alle iniziative sindacali, auspica la riattivazione del tavolo di trattativa e invita tutte le parti coinvolte a evitare irrigidimenti e radicalizzazioni. L’obiettivo: trovare un’intesa che permetta di affrontare uniti le sfide delle transizioni tecnologiche e ambientali.

Settimane fa da Torino era arrivato l’appello anche della ex Sindaco Chiara Appendino, parlamentare del M5S.

Padova: mozione firmata da Pd e Coalizione Civica, pressing sul sistema produttivo

Anche a Padova cresce l’attenzione istituzionale sulla vertenza. Una mozione sarà discussa nel prossimo consiglio comunale su iniziativa del consigliere Alessandro Tognon (Pd), sottoscritta anche dai colleghi Etta Andreella, Anna Barzon, Pietro Bean, Gianni Berno, Federica Bruni, Marco Concolato, Caterina Coppo, Giovanni Gabelli e Nereo Tiso. Hanno aderito anche le consigliere Marta Nalin e Chiara Gallani di Coalizione Civica.

Il testo esprime solidarietà ai lavoratori in sciopero e invita le imprese locali a favorire un ritorno al confronto. Si ribadisce l’importanza di un rinnovo rapido del CCNL per affrontare con giustizia sociale le transizioni produttive in corso, e si chiede a tutte le istituzioni – locali, regionali e nazionali – di sostenere apertamente le richieste di FIM, FIOM e UILM.

I sindacati: “sciopero nazionale del 20 giugno”

Intanto, le sigle sindacali Fim-Fiom-Uilm confermano per le prossime settimane un nuovo ciclo di assemblee nei luoghi di lavoro, il blocco degli straordinari e il diniego a firmare i piani formativi. Se non ci saranno aperture e il riavvio della trattativa con Federmeccanica e Assistal, il 20 giugno si fermerà l’intero settore metalmeccanico con uno sciopero unitario nazionale di otto ore.

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