domenica, Dicembre 7, 2025

“Ci Offrono Aumenti Solo sull’IPCA: Così il Salario dei Metalmeccanici Si Svuota”. La denuncia di Uliano (FIM-CISL)

La proposta di Federmeccanica e Assistal per il rinnovo del contratto nazionale dei metalmeccanici rischia di tradursi in un danno concreto per i lavoratori. A denunciarlo, dal congresso nazionale della FIM-CISL tenutosi a Napoli, è stato il Segretario Generale Ferdinando Uliano.

L’offerta avanzata dalle associazioni datoriali punta a legare gli aumenti retributivi esclusivamente all’indice IPCA depurato dai beni energetici importati (IPCA-NEI). Ma, come ha spiegato Uliano, “quell’indice arriva sempre in ritardo, viene calcolato sull’anno precedente e non copre tutta la struttura salariale”.

Aumenti solo sui minimi: “Manca tutto il resto della paga”

Il segretario ha chiarito un aspetto che spesso sfugge: gli eventuali aumenti previsti dall’IPCA vengono applicati solo sui minimi contrattuali. Non incidono quindi sull’intera retribuzione percepita dai lavoratori, lasciando fuori voci fondamentali come indennità, superminimi e scatti di anzianità.

“Manco gli scatti ci vanno dentro. Gli aumenti che portiamo a casa vengono erogati un anno dopo e non toccano tutto il monte salari”, ha detto Uliano. Questo significa che, anche nei periodi di inflazione alta, la protezione reale del potere d’acquisto è parziale e in ritardo.

I sindacati non ci stanno: “Così non possiamo tornare in fabbrica”

Uliano ha poi toccato un punto centrale: la legittimità sindacale. “Come possiamo presentarci davanti ai lavoratori per spiegare un contratto dove non ci sono numeri certi in busta paga?”, ha detto, riferendosi alla proposta che prevede solo aumenti variabili, senza importi garantiti.

Per la FIM-CISL, firmare un contratto senza cifre sicure significa mettere in discussione la credibilità del sindacato stesso. “Non possiamo andare in assemblea e dire: non sappiamo quanto vi aumenta il salario. Così si rompe il rapporto con chi ci ha dato fiducia”, ha sottolineato.

Servono aumenti veri, anche in tempi difficili”

Uliano ha infine lanciato un appello alla responsabilità delle imprese: “Anche in tempi di crisi bisogna sostenere i salari. Il contratto del 2021 lo abbiamo fatto in piena pandemia, ed è servito a recuperare parte dell’inflazione”.

Il sindacato chiede ora che si riparta da lì: da una quota salariale fissa e da un recupero reale e tempestivo dell’inflazione, non da una formula che svuota le buste paga.

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