In Italia la crisi industriale di Stellantis si aggrava di settimana in settimana. Dal 1° gennaio 2025, sono saliti a 1.925 i lavoratori in uscita dagli stabilimenti del gruppo automobilistico, in gran parte tramite esodi volontari incentivati che, secondo la Fiom-Cgil, nascondono una vera e propria strategia di ridimensionamento mascherato.
Cassino: 265 esuberi, un impianto a mezzo servizio
Lo stabilimento di Cassino Plant è l’ultimo in ordine cronologico ad annunciare nuovi esuberi: 265 uscite volontarie, che si aggiungono alle centinaia già programmate negli altri impianti. Qui, la produzione è quasi ferma: Alfa Romeo Giulia e Stelvio sono stati in gran parte ritirati dal mercato, e ciò che resta viene assemblato con un solo turno di lavoro, a rotazione. Su 2.440 dipendenti, 600 risultano in esubero tecnico. E i nuovi modelli elettrici promessi – basati sulla piattaforma STLA Large – ancora non si vedono.
Mirafiori: 610 uscite per la nuova 500 ibrida
A Mirafiori, lunedì 9 giugno, Stellantis ha annunciato 610 esodi incentivati. Anche in questo caso, l’azienda parla di “riorganizzazione per adeguare la forza lavoro” alla nuova produzione della 500 ibrida, ma la Fiom denuncia l’assenza di investimenti e un processo di svuotamento inesorabile del sito torinese.
Atessa: 402 uscite con preaccordo
Nello stabilimento abruzzese di Atessa, nel cuore della Val di Sangro, è stato siglato un preaccordo sindacale per 402 uscite volontarie entro il 31 ottobre. Gli incentivi variano in base all’età e alla vicinanza alla pensione, con supporto alla ricollocazione tramite il programma Active. La Fiom, però, non ha firmato l’intesa, definendola una mera accettazione passiva di decisioni già prese.
Melfi, Pomigliano, Pratola Serra, Termoli: lo schema si ripete
Anche gli stabilimenti di Melfi (dove non sono bastati i fondi regionali a far cambiare idea alla dirigenza Stellantis), Pomigliano d’Arco, Pratola Serra e Termoli hanno subito nei mesi scorsi analoghi ridimensionamenti. Le modalità sono sempre le stesse: esodi incentivati, nessuna garanzia occupazionale, nessun piano industriale a lungo termine.
Un piano globale, zero visione per l’Italia
La linea strategica di Stellantis, ereditata da Carlos Tavares e confermata dal nuovo CEO Antonio Filosa, appare chiara: meno Italia, più Polonia e Serbia nel perimetro europeo.
Il quartier generale resterà a Detroit, confermando lo spostamento del baricentro verso il mercato nordamericano. La Fiom-Cgil chiede un intervento urgente del Governo e la convocazione delle parti sociali a Palazzo Chigi per affrontare una crisi che non è solo occupazionale, ma industriale e strategica per il Paese.