A giugno 2025 scatterà l’aumento dei minimi contrattuali per i lavoratori metalmeccanici. Come previsto dal CCNL 2021, entra in gioco la clausola di salvaguardia che garantisce l’adeguamento all’inflazione Ipca depurata dai costi energetici importati.
Il dato ufficiale comunicato da Istat fissa l’Ipca al 1,3% per l’anno 2024. Per il livello C3 (ex 5º livello), significa un incremento lordo di 27,70 euro mensili in busta paga (clicca qui per conoscere tutti gli importi).
L’aumento sarà erogato con la retribuzione di giugno 2025 a tutti i lavoratori in forza, anche in assenza del rinnovo contrattuale. Si tratta di un meccanismo automatico ottenuto dai sindacati nell’ultimo contratto nazionale scaduto il 30 giugno 2024.
Sindacati uniti: “Aumento insufficiente, serve un nuovo contratto”
Fim, Fiom e Uilm giudicano l’incremento troppo basso. Lo considerano solo un “minimo garantito” in attesa di un vero rinnovo contrattuale. La richiesta unitaria dei sindacati è chiara: 280 euro mensili di aumento sui minimi nella prossima vigenza contrattuale.
Le piattaforme sindacali sono state presentate oltre un anno fa. Ma secondo i rappresentanti dei lavoratori, Federmeccanica e Assistal non hanno mai voluto aprire una trattativa senza pregiudiziali.
La contestazione principale riguarda la posizione datoriale di voler sottoscrivere un contratto senza definire in anticipo gli aumenti salariali. Una proposta ritenuta “assurda” da tutte e tre le sigle.
Il contratto Stellantis dimostra che aumenti veri sono possibili
Il 6 giugno 2025 è stato firmato un nuovo contratto aziendale con Stellantis, Ferrari, Cnhi e Iveco. L’accordo prevede aumenti del 6,6%, pari a 140 euro mensili (per il solo biennio 2025-2026) e una una tantum di 480 euro.
Per i sindacati, questo dimostra che aumenti reali si possono ottenere. “La posizione di Federmeccanica è irresponsabile e strumentale”, ha dichiarato Ferdinando Uliano (FIM CISL).
Sciopero generale lanciato per il 20 giugno
La mobilitazione è già stata decisa. Venerdì 20 giugno 2025 i metalmeccanici di tutta Italia sciopereranno per 8 ore, con manifestazioni in ogni regione.
Lo confermano Michele De Palma (Fiom-Cgil) e i segretari generali di Fim e Uilm. Obiettivo: costringere Federmeccanica e Unionmeccanica a riaprire il negoziato e firmare un contratto nazionale con aumenti salariali veri.