Nel 2025 la fotografia dell’occupazione metalmeccanica è più positiva di quanto ci si aspettasse. A dirlo è la seconda edizione del Cruscotto del lavoro nella metalmeccanica, pubblicazione della Fim Cisl che analizza l’intero comparto.
Nonostante l’incertezza legata a crisi industriale, transizione ecologica e geopolitica, “la quantità e la qualità del lavoro sono entrambe in miglioramento”.
Dal 2019 al 2024:
- le ore lavorate sono aumentate del 6%
- cresce il tempo pieno: +6%
- cala il part time: -7%
- il part time involontario diminuisce
- i contratti a tempo determinato passano dal 16,9% al 14,7%
- i contratti a tempo indeterminato aumentano in modo costante
Secondo il Cruscotto, “l’unica categoria di lavoratori in crescita è quella dei dipendenti stabili”. I contratti a termine scendono del 30% dal 2019, mentre la quota di tempo indeterminato sale dall’82,3% all’85,7%.
Età dei lavoratori: avanza la fascia over 45
Il comparto metalmeccanico conta oggi 1 milione e 980 mila occupati. La fascia più numerosa è quella tra i 45 e i 54 anni: 667 mila lavoratori, con un incremento del 3,3%.
Nel dettaglio:
- i giovani (15-34 anni) calano del 6%
- i 35-44enni calano del 15%
- i 55-64enni aumentano del 22%
- calano anche le donne (-2,9%) e gli stranieri (-3,7%)
Più laureati, meno diplomati: cambia il profilo richiesto
Crescono i lavoratori con laurea: +44 mila rispetto al periodo pre-Covid. Stabili i diplomati, mentre scendono del 10% i lavoratori con sola licenza media.
Secondo il Cruscotto, “la domanda di lavoro delle imprese si sta spostando verso figure più istruite”, anche a causa della “twin transition”, cioè la convergenza tra innovazione digitale e transizione ambientale.
Nel settore, i laureati STEM sono oggi il 7,8% degli occupati, una percentuale superiore alla media nazionale.