Il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, ha annunciato che il tavolo per il rinnovo del CCNL Metalmeccanici Industria potrebbe riaprirsi a breve. Lo ha detto dopo l’incontro con i segretari di Cgil, Cisl e Uil, parlando di “giornata positiva” e confermando la disponibilità a rimettere in moto il confronto con i sindacati.
Un messaggio importante, perché Federmeccanica e Assistal, che firmano il contratto del settore, fanno parte di Confindustria. Le parole di Orsini valgono quindi come una prima apertura ufficiale.
Tuttavia, la riattivazione concreta del tavolo è attesa solo dopo l’11 luglio, quando Simone Bettini subentrerà a Federico Visentin alla guida di Federmeccanica. Prima di allora, nessuna convocazione sarà possibile: la nuova presidenza dovrà definire obiettivi, strategia e posizione sulla parte economica.
Unionmeccanica Confapi riparte il 2 luglio: Federmeccanica rischia di inseguire
Mentre il tavolo di Federmeccanica è ancora fermo, Unionmeccanica Confapi ha già fissato la data della ripresa delle trattative per il 2 luglio con Fim Fiom e Uilm. Un anticipo che potrebbe mettere pressione sul contratto dell’industria.
Se il comparto delle piccole e medie imprese arriverà per primo al rinnovo, il rischio per Federmeccanica è quello di dover rincorrere aumenti salariali e condizioni già concordate altrove.
Già oggi, altri tavoli come quello delle cooperative metalmeccaniche hanno stabilito aumenti di 200 euro complessivi a livello C3 per l’intera vigenza contrattuale. Se queste intese si moltiplicano, i sindacati potrebbero presentarsi alla trattativa industria con pretese più alte e già consolidate.
Sindacati pronti a usare gli altri rinnovi come riferimento
Fim, Fiom e Uilm hanno chiesto la riapertura del confronto con forza. E se Federmeccanica dovesse ritardare oltre luglio, i precedenti contratti – da Confapi alle cooperative – diventerebbero riferimenti obbligati per la parte salariale.
In questo scenario, i margini per una trattativa autonoma da parte di Federmeccanica si ridurrebbero. Ecco perché dal mondo degli Industriali c’è chi sta pressando per una apertura immediata. I sindacati avranno in mano dati concreti su cui basare la piattaforma, con richieste che rischiano di diventare davvero poco negoziabili.