Il numero delle Regioni che adottano misure contro lo stress termico sul lavoro è destinato a salire. Dopo Puglia, Lazio, Calabria, Umbria, Toscana e Sicilia, anche l’Emilia-Romagna è pronta a firmare un’ordinanza per vietare le attività all’aperto nelle ore più torride. Il provvedimento sarà ufficializzato lunedì 30 giugno 2025.
L’ordinanza stabilirà il divieto di lavoro dalle 12:00 alle 16:00, nelle giornate con temperature percepite superiori ai 35 gradi, come rilevato dal sistema Worklimate, promosso da Inail e CNR.
Stop per edilizia, impianti, agricoltura e florovivaismo
Il divieto riguarderà i settori a maggiore esposizione:
- Cantieri edili e affini
- Installazione e manutenzione impianti
- Settore agricolo e florovivaistico
L’obiettivo è evitare i picchi di esposizione solare durante le ore più critiche della giornata e ridurre i rischi di colpo di calore e malori.
Aziende e sindacati al lavoro per riorganizzare i turni
Le aziende dovranno organizzarsi con i sindacati per rimodulare l’orario lavorativo, spostando le attività alle ore più fresche, come quelle del mattino presto o dopo le 17. Se ciò non sarà possibile, sarà ammesso il ricorso alla cassa integrazione, come misura straordinaria. L’adozione di una misura o dell’altra dipenderà dagli accordi che aziende e lavoratori/sindacati riusciranno a mettere in campo.
L’assessore Paglia: ordinanza frutto di confronto sociale
Il percorso verso l’ordinanza è iniziato il 18 giugno con un incontro tra Regione, sindacati e associazioni datoriali, voluto dall’assessore Giovanni Paglia. Il confronto ha preso spunto dall’esperienza dell’ordinanza n. 101/2024, in vigore la scorsa estate, che già prevedeva il blocco del lavoro in condizioni di esposizione prolungata al sole fino al termine di agosto.
Sindacati favorevoli: “Priorità alla salute dei lavoratori”
E’ dall’inizio del mese di giugno che i sindacati dei settori più esposti chiedono di intervenire con un provvedimento regolatorio.
«Siamo in attesa del testo ufficiale – spiega Rodolfo Ferraro, Fillea CGIL – ma siamo pronti da subito a confrontarci con le aziende per garantire il rispetto dell’orario e la sicurezza nei cantieri. Prima del blocco totale, meglio agire sulla rimodulazione dei turni, evitando burocrazia e perdita di salario». Chiaro il riferimento alla cassa integrazione, che a parere dai sindacati deve essere utilizzata come estrema ratio, meglio puntare alla rimodulazione degli orari e dei turni nelle ore meno calde, come le prime ore del mattino.