In un’intervista rilasciata a La Stampa, il segretario generale della CGIL, Maurizio Landini, lancia l’allarme sullo scenario economico e politico che si sta delineando tra Europa e Stati Uniti. Al centro della sua analisi, ci sono le scelte della Commissione Europea sui dazi, le conseguenze sui costi energetici, e l’impatto diretto su lavoratori e imprese.
Ma Landini guarda anche all’Italia, rivendicando una nuova stagione di sostegni al reddito, lotta alla precarietà e rilancio degli investimenti pubblici.
Dazi USA-Europa: un accordo squilibrato che penalizza l’Europa
Secondo Landini, quello tra Stati Uniti e Unione Europea non è un vero accordo commerciale, ma un cedimento unilaterale dell’Europa alle richieste americane. L’intesa, infatti, prevede dazi sulle esportazioni europee, l’obbligo di acquistare gas statunitense senza trasparenza su quantità e prezzi, e l’impegno a investire negli USA, con il rischio concreto di delocalizzazione industriale.
Tra le clausole più controverse, nel corso dell’intervista a La Stampa Landini segnala:
- Dazi del 15% su alcune esportazioni europee.
- Esenzione fiscale per le Big Tech americane.
- Aumento della spesa militare fino al 5% del PIL, con l’obbligo di acquistare armamenti USA.
Per il leader sindacale, queste decisioni minano la sovranità economica dell’Europa e aggravano i divari sociali: «È l’esatto contrario di ciò che servirebbe. Invece di rilanciare la produzione e l’innovazione, si taglia la spesa sociale per comprare armi», ha dichiarato.
Sostegni ai lavoratori, non solo alle imprese
A fronte di un PIL negativo e della flessione dell’export italiano, Landini chiede un cambio di rotta nelle politiche economiche, soprattutto nazionali. Rispondendo anche alle richieste di Confindustria per nuovi sostegni alle imprese, il segretario CGIL precisa:
«A Confindustria l’abbiamo già detto chiaramente: non ci possono essere sostegni a pioggia, perché non tutti perdono fatturato, e dall’altra parte non ci può essere sostegno solo alle imprese perché occorre sostenere anche i lavoratori, il loro reddito e l’occupazione. […] Come col Covid, va preso l’impegno di bloccare i licenziamenti e va prevista una integrazione al reddito per chi finisce in cassa integrazione e strumenti per accompagnare la transizione come la formazione in orario di lavoro».
Le proposte della CGIL
Le proposte chiave avanzate da Landini per tutelare i lavoratori sono:
- Bloccare i licenziamenti nei settori in crisi, come durante la pandemia.
- Integrare il reddito dei lavoratori in cassa integrazione, per proteggerli dalla perdita di potere d’acquisto.
- Rilanciare gli investimenti pubblici in settori strategici come scuola, sanità e infrastrutture.
- Utilizzare strumenti finanziari nazionali, come bond specifici, per trattenere il risparmio italiano nel Paese.
- Favorire la formazione professionale come misura attiva per la transizione industriale, durante l’orario di lavoro.
- Una riforma fiscale equa, che riduca la pressione su lavoratori e pensionati e recuperi risorse tassando gli extra-profitti e le multinazionali. A tal proposito, il segretario ha sottolineato:
«Nel momento in cui aumentano i profitti delle multinazionali non è possibile continuare ad avere paradisi fiscali caricando tutto il peso del fisco solo su lavoratori dipendenti e pensionati».