martedì, Luglio 14, 2026

Ex Ilva, Danieli pronto ad investire. Ecco cosa propongono i friulani

Il 12 agosto è stato firmato l’accordo tra il Ministero delle Imprese e del Made in Italy e gli enti locali pugliesi. L’intesa ha fissato gli impegni per accompagnare la transizione produttiva e ambientale dell’impianto di Taranto.
Ora manca solo la gara per la ricerca dell’acquirente o degli acquirenti di Acciaierie d’Italia. L’avvio è stato rinviato a fine settembre, quando sarà pubblicato il bando.

L’impegno di Danieli per l’acciaio green

In questo scenario è arrivata l’apertura di Camilla Benedetti, presidente di Abs Acciaierie, società del gruppo Danieli intervistata dal quotidiano Il Messaggero in edicola il 17 agosto, che potrebbe rilevare il sito tarantino Ex Ilva.
«Sull’Ilva siamo pronti a fare la nostra parte, a supportare l’Italia nella transizione energetica, consapevoli che il futuro è dell’acciaio green», ha detto.
Per Benedetti il nodo è culturale e industriale: «Il sistema Paese deve credere nell’Ilva, mettendosi in una visione che innovazione e tradizione devono convivere».

L’esperienza svedese come modello

La presidente cita l’esperienza di Ssab, la cosiddetta “Ilva svedese”, che ha affidato a Danieli la riconversione green.
«Abbiamo ricevuto la commissione per produrre acciaio green e lì verrà smantellato il sistema a ciclo integrale, con una riduzione del 7% delle emissioni della Svezia», ha ricordato.
Il messaggio è netto: «Non c’è dubbio che il futuro sarà l’acciaio green, ma l’Italia deve crederci e fare la sua parte».

Chi sono Abs e Danieli

Abs Acciaierie Bertoli Safau ha il suo quartier generale a Pozzuolo del Friuli (UD) ed è specializzata nella produzione di acciai speciali per automotive, energia, oil&gas e meccanica. Con oltre 1.500 dipendenti, è considerata una delle realtà più avanzate in Europa per innovazione e sostenibilità.
Il gruppo Danieli, fondato a Buttrio e leader mondiale nella costruzione di impianti siderurgici, è presente in oltre 30 Paesi.

Negli ultimi 15 anni ha investito nello sviluppo di tecnologie per la decarbonizzazione, puntando sui forni elettrici e su processi a basse emissioni.
«Nel nostro impianto QWR abbiamo abbattuto del 20% i consumi energetici. Nel 2024 le emissioni sono scese del 30% e l’obiettivo è arrivare al 40% entro il 2030», ha spiegato Benedetti.
E ha concluso: «Siamo un’azienda che crede nel futuro e investe con determinazione».

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