martedì, Luglio 28, 2026

Vendita Iveco, prima volta della Dirigenza in Consiglio Comunale ma questi dubbi restano

A circa 2 medi dall’annuncio della cessione a Tata Motors, la III Commissione Lavoro del Comune di Torino ha incontrato una delegazione dei vertici di Iveco Group. È stato il primo passaggio istituzionale dopo l’annuncio dell’acquisizione da parte del colosso indiano, ma i dubbi rimangono forti tra lavoratori, istituzioni e filiera dell’automotive.

Solo due anni di garanzie

La delegazione aziendale ha chiarito che l’operazione non è conclusa: prima dell’Opa indiana occorre la cessione a Leonardo della divisione Defence, prevista entro marzo 2026, e i via libera Antitrust. Per ora la garanzia è una sola: nessuna ristrutturazione significativa né chiusura di stabilimenti per due anni dal completamento dell’acquisizione. Una clausola che, agli occhi dei consiglieri e dei sindacati, appare troppo fragile. “E dopo?”, è la domanda che ha attraversato gli interventi in commissione.

Nessun confronto con i sindacati

Altro nodo è la mancanza di una comunicazione preventiva alle rappresentanze interne. Le preoccupazioni espresse a inizio settembre dai sindacati, su tutti gli stabilimenti, da Mantova a Torino, sulla tenuta occupazionale e sul mantenimento in Piemonte del cuore manageriale e progettuale dell’azienda restano sostanzialmente inevase.

E’ evidente che al momento a queste domande non può essere data una risposta certa, a meno di non voler fare i conti senza l’oste. In questo caso l’”oste” è Tata Motors.

Le preoccupazioni delle istituzioni

I consiglieri comunali intervenuti, insieme alla vicesindaca Favaro e al presidente Crema, hanno sottolineato i rischi per la città e per il Piemonte: la possibilità di un progressivo spostamento della direzione industriale in India, la sostituzione dei fornitori locali della supply chain e, più in generale, l’indebolimento del tessuto industriale torinese. Non è mancato il richiamo alle passate acquisizioni internazionali che hanno lasciato cicatrici sul territorio.

Stabilimenti italiani in bilico

Oltre al quartier generale torinese, in gioco ci sono gli impianti di Brescia, Foggia e Suzzara (Mantova). A Bolzano resta il ramo Defence, destinato però a passare a Leonardo. Se per ora l’azienda ribadisce l’opportunità di un mercato globale più ampio grazie a Tata, lavoratori e istituzioni attendono risposte concrete al tavolo che il Ministero delle Imprese dovrà convocare. Fino ad allora, le rassicurazioni non bastano.

I più letti della settimana

Pensione di Inabilità INPS: Requisiti, Contributi e Come Si Calcola l’Importo nel 2026

Le condizioni di salute possono purtroppo peggiorare fino a...

Rifiutarsi di Fare i Turni di Notte: Ecco Quando è Possibile (Anche Senza Disabilità Grave)

Chi assiste un familiare con disabilità può rifiutarsi di...

Metalmeccanici, Sciopero Locale Contro il Caro Carburanti: 28 Luglio Stop di 2 Ore

Il continuo aumento dei prezzi dei carburanti arriva anche...

Benzina Sempre Più Cara: Gli Aumenti in Busta Paga Rischiano di Finire nel Serbatoio

I rinnovi dei contratti collettivi stanno portando aumenti in...

Topics

Articoli correlati

Categorie popolari