venerdì, Dicembre 5, 2025

Licenziamento per Troppe Assenze da Malattia: i Messaggi WhatsApp Non Valgono come Prova

Con la sentenza n. 26956 del 7 ottobre 2025, la Corte di Cassazione ha stabilito un principio importante per chi è assente dal lavoro per motivi di salute: i messaggi WhatsApp tra lavoratore e capo non hanno valore legale per dimostrare che una malattia è particolarmente grave e dà diritto a un comporto più lungo.

Il caso riguarda un lavoratore licenziato per superamento del periodo di comporto, cioè per aver superato i giorni massimi di assenza per malattia previsti dal contratto.

Il caso: licenziamento dopo troppe assenze per malattia

Il lavoratore aveva fatto causa alla propria azienda dopo essere stato licenziato per superamento del comporto, sostenendo che le sue assenze erano dovute a una malattia particolarmente grave, e che quindi il limite massimo previsto dal contratto collettivo doveva essere più ampio.

Secondo il contratto nazionale, infatti, in caso di malattie gravi (come quelle che richiedono terapie salvavita), il lavoratore ha diritto a un periodo di comporto più lungo, prima che l’azienda possa procedere al licenziamento.

Cosa ha deciso la Cassazione

La Cassazione ha dato ragione all’azienda. I giudici hanno spiegato che:

  • Una malattia può essere considerata “particolarmente grave” solo se è documentata ufficialmente come tale, e se richiede terapie salvavita.
  • Nel caso specifico, la documentazione medica presentata non conteneva questa indicazione: mancava la dicitura “patologia grave con terapia salvavita”.
  • I messaggi WhatsApp scambiati con il responsabile aziendale non hanno alcun valore legale o medico: non possono sostituire un certificato medico ufficiale.

Quindi, secondo la Suprema Corte, il licenziamento è legittimo, perché il lavoratore ha superato i giorni massimi di malattia previsti e non ha fornito prove valide che si trattasse di una malattia grave.

Che cosa significa questa sentenza

In parole semplici, questa decisione chiarisce che:

  • Per ottenere un comporto più lungo a causa di una malattia grave, serve un certificato medico specifico, che lo indichi chiaramente.
  • Comunicare col datore di lavoro tramite WhatsApp non basta: i messaggi non hanno valore ufficiale e non contano davanti al giudice.
  • Anche se un responsabile aziendale risponde ai messaggi e sembra essere informato, questo non sostituisce i documenti formali.

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