Durante la riunione tra Stellantis e i sindacati del 20 ottobre 2025, il CEO Antonio Filosa ha comunicato che a partire da febbraio 2026 saranno effettuate circa 400 nuove assunzioni nello stabilimento di Mirafiori, a Torino. Una notizia accolta con favore dalla Fim Cisl, che parla di un “segnale positivo in controtendenza” dopo anni di ridimensionamenti e uscite incentivate.
Secondo il segretario generale Ferdinando Uliano, però, il gruppo automobilistico deve “rafforzare il Piano Italia” con più modelli, investimenti e strategie industriali mirate per dare stabilità alla produzione e all’occupazione. “Solo così – ha detto – la ripresa di Mirafiori potrà consolidarsi e non restare un episodio isolato”.
Mirafiori tra rilancio e crisi: un sito simbolo sotto pressione
Lo storico polo torinese resta uno dei siti più strategici del gruppo, ma negli ultimi anni ha vissuto una lunga stagione di cassa integrazione e di uscite volontarie con incentivo, che hanno ridotto sensibilmente la forza lavoro.
Ad oggi, oltre 2.000 dipendenti sono ancora coinvolti in ammortizzatori sociali prorogati fino al 31 gennaio 2026, a conferma di una ripresa ancora fragile.
Le 400 nuove assunzioni, in questo contesto, rappresentano una controtendenza importante. È probabile che una parte dei nuovi ingressi venga destinata alle linee di montaggio della Fiat 500 ibrida, la nuova versione che affiancherà la 500e elettrica.
Altri posti potrebbero aprirsi nei reparti di verniciatura e carrozzeria (in particolare al secondo turno), dove si concentrano gli sforzi per aumentare la flessibilità produttiva, e nella logistica interna, settore in cui Stellantis ha in programma un aggiornamento delle tecnologie di movimentazione.
Fim Cisl: “Serve una strategia stabile, non interventi spot”
Per la Fim Cisl, il rilancio di Mirafiori passa da una visione industriale di lungo periodo. Uliano sottolinea che, con l’attuale ritmo produttivo, non si arriverà ai 310.000 veicoli annui promessi, e che senza nuove piattaforme e una piena valorizzazione della produzione ibrida la crescita occupazionale resterà precaria.
Il sindacato chiede quindi più modelli assegnati a Torino, investimenti per la riconversione delle linee produttive e una revisione delle politiche europee sulla transizione green, che rischiano di comprimere ulteriormente i volumi. “Le assunzioni sono una buona notizia – conclude Uliano – ma non bastano: serve un progetto vero per il futuro industriale di Mirafiori e dei suoi lavoratori”.

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