Con l’inizio del nuovo anno molti lavoratori e disoccupati aspettano anche il pagamento del cosiddetto Bonus 100 euro. Ma gennaio, come già accaduto in passato, rischia di essere un mese “a vuoto”. Non si tratta di un errore né di una cancellazione del beneficio: il mancato accredito ha motivi precisi legati alle regole INPS e ai tempi di calcolo del bonus.
Cos’è il Bonus Ex Renzi e come funziona
Il Bonus Ex Renzi, chiamato anche trattamento integrativo, è un’integrazione al reddito che vale fino a circa 100 euro al mese.
Spetta a chi percepisce:
- redditi da lavoro dipendente,
- redditi assimilati al lavoro dipendente,
- alcune prestazioni INPS come NASpI, DIS-COLL e disoccupazione agricola.
Chi lavora lo riceve direttamente in busta paga, perché è il datore di lavoro a versarlo. Chi invece percepisce una prestazione di disoccupazione lo riceve direttamente dall’INPS, con un pagamento separato rispetto all’indennità principale.
Perché il pagamento di gennaio spesso non arriva
Il trattamento integrativo non ha una data fissa. L’INPS lo paga di norma a metà mese, ma gennaio fa storia a sé.
Per i percettori di NASpI e delle altre indennità, il bonus non viene calcolato subito. L’INPS attiva il conteggio solo dal mese successivo al primo cedolino. Questo significa che il bonus riferito all’anno nuovo non può essere pagato a gennaio.
È una situazione già vista più volte:
- nel 2023, quando il primo accredito dell’anno del trattamento integrativo arrivò il 14 febbraio;
- nel 2024, in cui si verificò la stessa situazione;
- nel 2025, quando il Bonus Ex Renzi è stato pagato per la prima volta il 17 febbraio.
Ogni anno, a gennaio, il Bonus 100 euro è stato saltato senza che questo comportasse la perdita del diritto.
Seguendo questa linea, anche nel 2026 il primo pagamento del Bonus Ex Renzi è atteso tra il 12 e il 17 febbraio, salvo eventuali anticipi decisi dall’INPS.
NASpI e bonus: perché bisogna aspettare febbraio
Nel caso dei disoccupati, il motivo dello slittamento è puramente tecnico. L’INPS deve prima:
- erogare la prestazione,
- calcolare il reddito presunto,
- verificare il diritto al trattamento integrativo.
Solo dopo questi passaggi può partire il pagamento dei 100 euro. Per questo motivo gennaio resta sempre escluso.
Chi ha davvero diritto ai 100 euro
Calcolare il reddito è fondamentale. Infatti, non tutti possono ricevere il trattamento integrativo. Il diritto dipende dal reddito annuo complessivo.
Il bonus spetta solo a chi ha un reddito:
- superiore a 8.500 euro,
- non oltre i 15.000 euro lordi annui.
Chi guadagna meno di 8.500 euro è considerato incapiente: non paga IRPEF e quindi non può ricevere il bonus. Chi supera i 15.000 euro, invece, riceve i 100 euro solo se le detrazioni fiscali sono maggiori dell’imposta lorda dovuta.
Nessuna perdita del bonus, solo un rinvio
Il mancato pagamento di gennaio non significa perdere il diritto al Bonus 100 euro. Si tratta semplicemente di un rinvio legato ai meccanismi INPS, che ormai si ripetono ogni anno.
Chi rientra nei limiti di reddito e percepisce una prestazione di disoccupazione vedrà il trattamento integrativo ripartire da febbraio, con regolarità mensile nei mesi successivi.


