La Regione Toscana prepara una nuova misura di sostegno al reddito rivolta a chi ha perso il lavoro e ha esaurito tutti gli ammortizzatori sociali. Il reddito di reinserimento lavorativo, discusso in commissione Sviluppo economico e rurale, è pensato anche per molti metalmeccanici colpiti da crisi industriali, chiusure di stabilimenti o fine dei contratti, in una fase in cui Naspi e altri strumenti non bastano più.
Requisiti di accesso: chi può ottenerlo
Il punto di partenza è chiaro. Come spiegato dall’assessore regionale al Lavoro Alberto Lenzi, non si tratta di una misura assistenziale generalizzata. Possono accedere solo lavoratori licenziati o usciti da un percorso lavorativo strutturato, che abbiano terminato tutti gli ammortizzatori sociali. Il requisito economico è un Isee fino a 15mila euro. La platea stimata è di circa 11mila beneficiari, selezionati proprio per evitare sovrapposizioni con altri sussidi.
Importo e risorse disponibili
Il reddito di reinserimento prevede un contributo mensile di 500 euro. In bilancio sono stati stanziati 23 milioni di euro. La direttrice di Arti Simonetta Cannoni ha chiarito che l’importo deriva da studi Irpet ed è in linea con le unità di costo standard riconosciute dalla Commissione europea per i percorsi di reinserimento lavorativo. Non è un diritto permanente e non diventa una rendita.
Formazione obbligatoria e condizionalità
Il cuore della misura è la condizionalità. Il sostegno è legato alla partecipazione obbligatoria a politiche attive, in particolare a un massimo di 9 mesi di formazione o riqualificazione professionale. I percorsi saranno gestiti dai 53 centri per l’impiego toscani, potenziati negli ultimi anni anche grazie a investimenti strutturali. Al termine della formazione, il lavoratore dovrà accettare le offerte di lavoro coerenti con il percorso scelto.
Obiettivi industriali e possibile estensione ad altre regioni
Nel dibattito politico è emersa con forza la necessità di ridurre il mismatch tra competenze e fabbisogni produttivi, tema centrale per il settore metalmeccanico. L’obiettivo è rimettere al lavoro persone espulse dai cicli industriali, rafforzando competenze spendibili. La Toscana sperimenta una misura che potrebbe diventare un modello replicabile anche in altre regioni, soprattutto dove crisi manifatturiere e ristrutturazioni industriali stanno lasciando scoperti migliaia di lavoratori.


