Dopo un triennio segnato da crisi energetica, inflazione, guerre e rallentamento degli scambi internazionali, la manifattura italiana mostra segnali concreti di ripresa. I dati diffusi dall’Istat indicano che a novembre 2025 la produzione industriale è cresciuta dell’1,5% rispetto al mese precedente, interrompendo una lunga fase negativa durata oltre due anni. Su base annua l’aumento è dell’1,4%, mentre il dato trimestrale segna un +1,1%, confermando un cambio di passo più strutturale.
I settori che trainano la produzione industriale
Alla base della ripresa ci sono comparti chiave dell’industria italiana. Farmaceutica, elettronica e macchinari stanno sostenendo la crescita, contribuendo in modo decisivo al valore aggiunto industriale. Dopo il -2% del 2023 e il -4% del 2024, il 2025 segna un’inversione di tendenza, con un andamento più stabile nella seconda parte dell’anno. Le imprese beneficiano anche di un lento ma progressivo recupero degli ordinativi e di una riduzione delle scorte, elementi che favoriscono una ripresa ciclica della produzione.
L’export e il ruolo dei territori
Un contributo importante arriva dall’export, che tra gennaio e novembre 2025 è cresciuto del 3,1%. Le esportazioni restano un pilastro della manifattura italiana, nonostante le difficoltà del contesto europeo. Sul piano territoriale, il Lazio emerge come una delle regioni più dinamiche, con un aumento della produzione industriale pari all’8,7%, trainato in particolare dal comparto farmaceutico. La regione si distingue anche per il saldo positivo tra nuove imprese e cessazioni.
Il confronto europeo e i dati macroeconomici
Nel confronto con gli altri Paesi europei, l’Italia mostra una performance migliore rispetto alla Germania, che esce dalla recessione con un rimbalzo del Pil limitato allo 0,2%, e rispetto alla Francia, dove il valore aggiunto industriale resta in calo. Nell’Eurozona il tasso di disoccupazione è al 6,4%, vicino ai minimi storici, mentre la Bce stima una crescita dell’1,4% per il 2025. Dati che rafforzano il quadro di una ripresa graduale ma ancora fragile, fortemente legata all’industria.


