Nel panorama dei contratti metalmeccanici il welfare non segue un modello unico. Importi, strumenti e modalità cambiano in base al CCNL applicato. È il caso dei metalmeccanici artigiani, per i quali spesso nasce un dubbio ricorrente: perché nel CCNL artigiani della metalmeccanica (area meccanica) non sono previsti i flexible benefit come negli altri contratti?
La risposta sta nell’architettura stessa del welfare artigiano.
Quanto vale il welfare negli altri CCNL metalmeccanici
Nei principali contratti industriali il welfare è previsto sotto forma di flexible benefit a carico del datore di lavoro.
Nel CCNL Federmeccanica-Assistal il valore è di 250 euro annui; in Unionmeccanica-Confapi è pari a 200 euro; nelle cooperative metalmeccaniche cresce progressivamente fino a 250 euro dal 2028; per orafi e argentieri è fissato a 200 euro.
In tutti questi casi il beneficio viene messo a disposizione dall’azienda e utilizzato tramite piattaforme welfare o voucher.
Perché nel CCNL artigiani non ci sono i flexible benefit
Nel CCNL artigiani metalmeccanici – area meccanica i flexible benefit non sono previsti. Non si tratta di una lacuna contrattuale, ma di una scelta strutturale: il welfare per i lavoratori dipendenti artigiani non passa dal singolo datore di lavoro, bensì dal sistema della bilateralità.
Il riferimento è il sistema EBNA, che coordina gli enti bilaterali regionali dell’artigianato.
Gli enti bilaterali regionali dell’artigianato
Gli enti che operano sul territorio e gestiscono il welfare per i lavoratori artigiani sono:
- ELBA (Lombardia)
- EBAP (Piemonte)
- EBAV (Veneto)
- EBRET (Toscana)
- EBER (Emilia-Romagna)
- EBLIG (Liguria)
- EBLART (Lazio)
- EBAM (Marche)
- EBRAU (Umbria)
- EBAS (Sicilia)
- EBAS (Sardegna)
- EBAC (Calabria)
- EBAC (Campania)
- EBAP (Puglia)
- EBAB (Basilicata)
- EBRART (Abruzzo)
- EBRAM (Molise)
EBAT (Trentino)
BKH-EBA (Bolzano)
EBAVA (Valle d’Aosta)
EBIART (Friuli-Venezia Giulia)
I lavoratori dipendenti delle aziende artigiane devono semplicemente accedere ai siti web degli enti bilaterali, controllare l’area dedicata alle prestazioni, scegliere quelle di interesse e presentare la domanda su apposito modulo.
Un welfare diverso, ma che paga più di 200 euro
Questi enti erogano prestazioni dirette ai lavoratori e alle loro famiglie: rimborsi per trasporti, spese scolastiche, cultura, centri estivi, sostegno ai figli disabili, contributi sociali e assistenziali, bonus bollette. Ogni ente bilaterale è autonomo, per questo motivo le prestazioni sono diverse da regione a regione.
Le prestazioni vanno da un minimo di 100 euro fino a superare ai 1.000 euro. Ed assicurano – in media – prestazioni ben superiori ai 200/250 euro annui. Buona parte delle prestazioni sono dedicate ai metalmeccanici con le famiglia. Ma di certo non mancano bonus destinati ai lavoratori senza figli.
Per i metalmeccanici artigiani il welfare non è quindi assente, ma territoriale, mutualistico e mirato, profondamente diverso dai flexible benefit aziendali ma altrettanto centrale nella tutela del reddito e della famiglia.


