Sono la trattenuta da 30 euro per i non iscritti al sindacato e i Flexible Benefit da 250 euro le prime misure in busta paga che danno concreta attuazione al rinnovo del 22 novembre 2025 per i dipendenti delle industrie metalmeccaniche private e dell’installazione di impianti. Tuttavia, l’accordo è attualmente sottoposto a referendum tra i lavoratori e, fino allo scioglimento della riserva previsto per la seconda metà di febbraio, le sue applicazioni restano di fatto sub judice, come previsto dallo stesso impianto dell’intesa.
Come funziona la trattenuta da 30 euro
L’allegato 2 del contratto disciplina una trattenuta straordinaria di 30 euro per ciascuno degli anni 2026, 2027 e 2028, destinata ai lavoratori non iscritti alle organizzazioni sindacali firmatarie FIM, FIOM e UILM.
Le aziende dovrebbero informare i dipendenti tramite affissione in bacheca dal 1° febbraio al 15 aprile 2026. Con la retribuzione di aprile sarà consegnato un modulo con cui il lavoratore potrà accettare o rifiutare l’addebito. La scelta dovrà essere comunicata entro il 15 maggio 2026. Solo in caso di consenso espresso, la somma sarà trattenuta sul cedolino di giugno di ciascun anno interessato. Le imprese verseranno poi gli importi raccolti su un conto dedicato, comunicando il numero delle adesioni alle strutture territoriali sindacali.
Flexible Benefit da 250 euro: erogazione vincolata al voto
Accanto alla trattenuta, l’altra novità immediata riguarda l’erogazione dei Flexible Benefit per un valore di 250 euro, prevista con il cedolino di febbraio 2026.
Anche questa misura è però subordinata al buon esito della consultazione. In assenza dello scioglimento formale della riserva, appare prudente ipotizzare uno slittamento degli adempimenti, a partire dall’affissione in bacheca, plausibilmente dal 1° marzo 2026. Un eventuale rinvio che inciderebbe a cascata su tutte le scadenze operative collegate.


