La novità più rilevante riguarda la possibilità, per i metalmeccanici Ferrari, di trasformare una parte del premio di competitività in azioni aziendali fino a un massimo di 5.000 euro. Non si tratta di un bonus aggiuntivo, ma di una scelta individuale: il lavoratore può decidere di rinunciare a una quota del premio in denaro per ricevere titoli della società.
Dal punto di vista tecnico, la conversione comporta l’assegnazione di azioni al dipendente, che diventa così azionista a tutti gli effetti. Questo significa poter beneficiare di eventuali dividendi futuri e dell’andamento del titolo nel tempo, assumendosi però anche il rischio legato alle oscillazioni di mercato. È quindi una forma di partecipazione finanziaria diretta, collegata ai risultati dell’azienda.
I Metalmeccanici entrano nella proprietà
Con la conversione del premio in azioni, il lavoratore diventa azionista – e quindi proprietario – e partecipa al capitale sociale dell’azienda. Può ricevere dividendi e beneficiare dell’andamento del titolo, senza però incidere sugli equilibri di controllo o sulla gestione societaria.
I numeri del premio 2026 e l’accordo del 13 novembre 2023
Entrando nel merito delle cifre, il premio di competitività 2026 raggiunge livelli record: fino a 14.900 euro per il settore Sports Cars and Lifestyle e 14.498 euro per la Scuderia Ferrari. L’erogazione è avvenuta attraverso quattro acconti da 1.300 euro ciascuno, con saldo previsto ad aprile.
Il risultato è frutto dell’accordo aziendale firmato il 13 novembre 2023, che ha rafforzato un modello di relazioni industriali partecipative. Oltre alla possibilità di conversione fino a 5.000 euro, l’intesa prevede anche l’assegnazione gratuita di 2.000 euro in azioni a ogni nuovo assunto. Quest’anno saranno circa 150 i lavoratori interessati.
Non è la partecipazione agli utili prevista dalla legge del 2025
È importante chiarire un punto: questo meccanismo non coincide con la partecipazione agli utili introdotta dalla normativa del 2025. In quel caso si parla di strumenti generalizzati previsti per legge, legati alla distribuzione degli utili d’impresa.
Nel caso di Ferrari, invece, siamo di fronte a una misura definita da un accordo aziendale specifico, costruito insieme alle organizzazioni sindacali, tra cui la FIM-CISL. È quindi una scelta contrattuale interna che integra il sistema di relazioni industriali, distinta dalla disciplina nazionale sulla partecipazione agli utili.


