L’intesa sul rinnovo del contratto dell’industria metalmeccanica e dell’installazione di impianti entra nella fase attuativa dopo il via libera dei lavoratori. La consultazione certificata, preceduta da due mesi di assemblee in fabbrica, si è chiusa con il 93,13% di voti favorevoli. Un risultato netto che rende esecutivo l’accordo.
A darne comunicazione è la Fiom, che ha formalizzato lo scioglimento della riserva nei confronti di Federmeccanica e Assistal. Il sindacato aderente a Cgil già dal mese di gennaio aveva, con un comunicato, fatto il punto di tutte le prestazioni di welfare spettanti ai lavoratori metalmeccanici in applicazione dei diversi CCNL, dalle Pmi alla grande Industria.
Flexible benefit da 250 euro nel 2026
Per il solo 2026 le aziende dovranno mettere a disposizione, entro febbraio, flexible benefit per un valore di 250 euro.
Ne hanno diritto i dipendenti che, superato il periodo di prova, risultino in forza al 1° febbraio 2026. Sono compresi anche gli assunti entro il 31 dicembre 2026, a tempo indeterminato o determinato, con almeno tre mesi di anzianità nell’anno, anche non continuativi.
Alle stesse condizioni il welfare spetta anche ai lavoratori in somministrazione.
Dal 2027 erogazione entro il 1° giugno
A partire dal 2027 e per tutta la durata del contratto, il contributo di 250 euro sarà riconosciuto entro il 1° giugno di ogni anno. L’erogazione di febbraio, quest’anno, è da considerarsi eccezionale.
Resteranno invariati i requisiti e la platea dei beneficiari. Cambia soltanto la tempistica di messa a disposizione.
Versamento a Cometa e deducibilità fino a 5.300 euro
Il credito welfare dovrà essere utilizzato entro il 31 maggio dell’anno successivo. In alternativa alla spesa in beni e servizi, potrà essere destinato al fondo pensione di categoria Cometa.
Il trasferimento avviene tramite la piattaforma aziendale o voucher e l’importo confluisce nella posizione individuale dell’iscritto, sommando ai contributi ordinari versati da lavoratore e impresa.
Dal punto di vista fiscale, i contributi alla previdenza complementare sono deducibili dal reddito fino a 5.300 euro annui secondo le più recenti indicazioni relative al 2026.


