Il recente rinnovo del contratto dei dirigenti del terziario riporta al centro del confronto un tema molto discusso anche nel settore metalmeccanico: quello dell’assorbimento dei superminimi. La scelta delle parti di impedire che gli aumenti contrattuali vengano neutralizzati attraverso il riassorbimento dei trattamenti individuali viene infatti osservata con attenzione anche nel mondo dell’industria. Per molti lavoratori metalmeccanici questa decisione rappresenta un segnale importante e riaccende le speranze di una possibile revisione delle regole attualmente previste dal contratto nazionale.
Il nodo riguarda il rapporto tra aumenti collettivi e trattamenti individuali, cioè il modo in cui gli incrementi salariali stabiliti dal contratto nazionale incidono realmente sulle buste paga.
Gli aumenti contrattuali e il recupero del potere d’acquisto
Nel contratto dei dirigenti del terziario – firmato il 5 novembre 2025 – gli aumenti tabellari sono stati pensati per rafforzare la componente fissa della retribuzione e contribuire al recupero del potere d’acquisto.
Il superminimo individuale resta invece uno strumento collegato al merito, alle responsabilità e ai risultati professionali. In questa logica gli aumenti contrattuali non devono essere compensati con la riduzione delle componenti individuali della retribuzione.
Si tratta di una scelta che mira a garantire che gli incrementi salariali previsti dal contratto collettivo producano effetti reali e non vengano annullati attraverso operazioni di compensazione.
Cosa prevede il contratto metalmeccanici
Nel settore metalmeccanico la disciplina è diversa. Il CCNL Metalmeccanici Industria consente infatti, in determinate condizioni, l’assorbimento dei superminimi individuali.
L’articolo 27 del contratto stabilisce che:
“In presenza di aumenti delle tabelle retributive gli aumenti individuali concessi in precedenza possono essere riassorbiti fino a concorrenza degli aumenti stessi, salvo che siano stati concessi con esplicita clausola di non assorbibilità o che siano stati attribuiti a titolo di merito.”
Questa previsione consente quindi alle aziende di compensare gli aumenti contrattuali con i superminimi assorbibili eventualmente riconosciuti ai lavoratori. Operazione che sarà realizzata anche a giugno 2026, quando sono previste le erogazioni salariali definite dal CCNL 22 novembre 2025.
Un tema destinato a tornare nel prossimo rinnovo
Proprio per questo motivo la scelta compiuta nel contratto dei dirigenti del terziario viene guardata con attenzione anche dai metalmeccanici.
In molti ritengono infatti che il tema dell’assorbimento dei superminimi potrebbe tornare con forza nel confronto sul prossimo rinnovo del contratto nazionale. Peraltro era al centro del confronto con Federmeccanica e Assistal durante il negoziato che ha portato al rinnovo del 22 novembre 2025, che però non ha portato alcun cambiamento al riguardo.
L’obiettivo indicato da più parti è quello di rafforzare il ruolo degli aumenti contrattuali nel recupero del potere d’acquisto e garantire che i rinnovi del contratto collettivo producano effetti concreti sulle retribuzioni dei lavoratori.

