Prosegue con determinazione la mobilitazione dei lavoratori impegnati nei cantieri Alstom tra Bologna e le principali linee ferroviarie nazionali. La vertenza ha già raggiunto le 20 ore di sciopero a scacchiera, con adesioni ampie e una protesta che si intensifica giorno dopo giorno. Al centro dello scontro, portato avanti da Fiom Cgil, c’è l’aumento dell’indennità di trasferta, ferma da anni e ritenuta ormai inadeguata rispetto alle condizioni reali di lavoro.
Una proposta giudicata “offensiva” dai lavoratori
La trattativa, aperta da mesi, si è arenata di fronte alla proposta aziendale: un aumento complessivo di 6 euro in tre anni, pari a circa 2 euro l’anno. Una cifra considerata irricevibile dai lavoratori e dalla Fiom, che parlano apertamente di proposta “offensiva”. Nei cantieri ferroviari, infatti, la trasferta non è un elemento accessorio, ma una componente strutturale del reddito, legata a turni notturni, spostamenti continui e condizioni operative particolarmente gravose.
Inflazione e perdita di salario reale
Il nodo economico è evidente. Negli ultimi tre anni l’inflazione ha superato il 15%, mentre l’indennità è rimasta sostanzialmente ferma.
Nel contratto metalmeccanico, la diaria di trasferta si aggira intorno ai 50 euro giornalieri, ma si tratta di un minimo contrattuale che spesso copre appena vitto e alloggio. L’aumento proposto, quindi, non solo non recupera il potere d’acquisto perso, ma rischia di accentuare la perdita di salario reale.
Sciopero a scacchiera e cantieri sotto pressione
La mobilitazione si articola con scioperi di 4 ore a giornate alterne, spesso nelle prime ore del turno, tra mezzanotte e le 4 del mattino. Una strategia che crea forti disagi organizzativi e rallentamenti nei cantieri, compresi quelli legati al tram di Bologna, progetto strategico anche per l’utilizzo di fondi pubblici. I lavoratori sono pronti a proseguire la protesta fino a quando non arriveranno risposte concrete sull’adeguamento dell’indennità.


