La detassazione al 5% sugli aumenti contrattuali entra nel vivo nel 2026 e i primi effetti si vedono già nella busta paga di aprile. In questo mese, infatti, oltre al beneficio sullo stipendio corrente, viene riconosciuto anche l’arretrato di marzo, con un recupero diretto dell’Irpef pagata in più.
Il risultato è immediato: una voce specifica in busta paga che aumenta il netto, grazie all’applicazione dell’imposta sostitutiva ridotta prevista dalla Legge di Bilancio 2026 sugli incrementi contrattuali.
I primi a beneficiarne sono i lavoratori dell’artigianato
Ad anticipare tutti nel 2026 sono i dipendenti del comparto artigiano. In particolare, nel settore della metalmeccanica artigiana (installatori, autofficine, laboratori orafi, odontotecnici, restauro, ecc), la tranche di aumento scattata da marzo consente già l’applicazione della detassazione.
Diversa la situazione per i lavoratori metalmeccanici dell’industria: per loro il beneficio arriverà più avanti, a partire da giugno 2026, quando entreranno in vigore i nuovi aumenti previsti dal rinnovo contrattuale.
Il rinnovo e gli aumenti: come si arriva a 100 euro
Il riferimento è al rinnovo del CCNL Metalmeccanica Artigianato, sottoscritto il 19 novembre 2024, con validità dal 2023 al 2026. L’accordo ha previsto un aumento complessivo di 216 euro al 4° livello, distribuito in più tranche.
Nel 2026 risultano già in erogazione tre quote di aumento:
– 50 euro dalla tranche di dicembre 2024
– 25 euro dalla tranche di luglio 2025
– 25 euro dalla tranche di marzo 2026
Complessivamente si arriva così a circa 100 euro mensili su cui si applica la detassazione al 5%. Questo è il punto chiave: il beneficio non riguarda solo l’ultimo aumento, ma tutte le quote già consolidate.
Escluso l’AFAC: resta tassazione ordinaria
Rimane invece esclusa dalla detassazione la quota di 96 euro legata all’AFAC (Acconto su Futuri Aumenti Contrattuali), introdotto con accordo del 21 dicembre 2023.
La ragione è normativa: la legge limita il beneficio agli aumenti derivanti da rinnovi firmati tra il 1° gennaio 2024 e il 31 dicembre 2026. Essendo l’AFAC precedente a questo periodo, continua a essere tassato con l’Irpef ordinaria, anche se oggi è stato assorbito nei minimi tabellari.
Cosa si trova in busta paga ad aprile
Nella busta paga di aprile 2026 i lavoratori troveranno quindi:
– il calcolo agevolato al 5% sugli aumenti
– il recupero dell’Irpef relativa a marzo (arretrato)
Si tratta di un vero e proprio bonus fiscale, che rende più pesanti gli aumenti contrattuali e porta subito più soldi in tasca ai lavoratori.


