martedì, Settembre 29, 2026

Crescono Infortuni e Malattie Professionali: 4 Consigli per Prevenire i Rischi nelle Fabbriche

Più denunce di infortunio e di malattia professionale, ma meno incidenti mortali. È questa una delle principali evidenze che emerge dai dati INAIL sul 2025. Un quadro che interessa da vicino anche chi lavora nelle fabbriche e nelle aziende manifatturiere, dove macchinari, sostanze, movimentazione dei carichi e ritmi di produzione possono esporre i lavoratori a rischi molto diversi tra loro.

Infortuni sul lavoro, cosa dicono i dati INAIL del 2025

Nel 2025 le denunce di infortunio sul lavoro sono state circa 600mila, con un aumento dell’1,2% rispetto al 2024. Di queste, circa 519mila hanno riguardato i lavoratori, mentre 81mila hanno interessato gli studenti impegnati nell’alternanza scuola-lavoro.

La maggior parte degli infortuni dei lavoratori è avvenuta durante lo svolgimento dell’attività lavorativa: circa l’80% delle denunce riguarda infatti gli incidenti verificatisi in occasione di lavoro. Il restante 20% riguarda invece gli infortuni avvenuti nel tragitto tra casa e luogo di lavoro.

Un dato diverso riguarda gli incidenti con esito mortale. Nel 2025 le denunce sono state 1.198, in diminuzione del 3,3% rispetto all’anno precedente.

Malattie professionali, denunce in crescita

Crescono, in modo particolarmente evidente, anche le denunce di malattia professionale: nel 2025 sono state 98.312, l’11,3% in più rispetto al 2024. Secondo INAIL, si tratta del valore più alto degli ultimi 26 anni.

Il dato, tuttavia, non significa automaticamente che le condizioni di lavoro siano peggiorate nella stessa misura. L’aumento delle denunce può riflettere anche una maggiore emersione di patologie che in passato rimanevano meno frequentemente denunciate.

Manifatturiero e metalmeccanici, dove si concentrano i rischi

Il comparto manifatturiero rientra tra i settori nei quali si concentra una parte rilevante degli infortuni avvenuti durante il lavoro. Insieme a costruzioni, sanità, trasporti e commercio raccoglie oltre il 70% delle denunce di infortunio in occasione di lavoro.

Per i lavoratori metalmeccanici impiegati nelle aziende manufatturiere, il dato deve essere letto considerando la grande varietà delle attività comprese nel mondo della produzione industriale. Non esiste infatti un unico rischio metalmeccanico: una lavorazione al tornio presenta pericoli diversi rispetto allo stampaggio, alla saldatura, alla verniciatura o alla manutenzione di un impianto.

Tra le attività più esposte possono rientrare quelle che prevedono l’utilizzo di torni, frese, presse, trapani, seghe, centri di lavoro e altri macchinari industriali, soprattutto quando sono presenti organi in movimento, utensili da taglio o sistemi automatici.

Un’altra area delicata è quella della saldatura e lavorazione dei metalli, dove possono entrare in gioco calore, scintille, fumi, radiazioni e rischio di incendio.

Nelle aziende che lavorano plastica, gomma, vernici, solventi o prodotti chimici possono aggiungersi i rischi collegati all’esposizione a sostanze e agenti chimici. Anche la manutenzione degli impianti può essere particolarmente delicata, perché il lavoratore può trovarsi a intervenire su macchinari, linee produttive, impianti elettrici o sistemi sotto pressione.

Le mansioni più critiche: macchine, movimentazione e sostanze

Tra i rischi più frequenti nelle attività manifatturiere che possono causare infortuni ci sono quelli legati al contatto con macchinari e attrezzature. Schiacciamenti, tagli, urti, impigliamenti e proiezione di materiali possono verificarsi soprattutto durante l’utilizzo, la pulizia, la regolazione o la manutenzione delle macchine. Un’attenzione particolare serve inoltre per le operazioni che vengono svolte fuori dalla normale fase produttiva. Un intervento di manutenzione, ad esempio, può richiedere l’accesso a parti della macchina normalmente protette oppure l’intervento in presenza di energie residue.

Per chi lavora in fabbrica, il problema può anche svilupparsi nel tempo e non essere collegato a un singolo episodio. Le esposizioni ripetute a rumore, vibrazioni, polveri o sostanze, così come gli sforzi fisici e i movimenti ripetitivi, possono diventare rilevanti soprattutto quando si protraggono per anni.

Per esempio, sollevare, spostare o trasportare materiali, utilizzare carrelli elevatori e lavorare per molte ore in determinate posture può aumentare il rischio di traumi e disturbi muscolo-scheletrici. Non è un aspetto secondario. Nel complesso delle malattie professionali denunciate nel 2025, le patologie muscolo-scheletriche rappresentano circa tre casi su quattro, con circa 70mila denunce.

Nel manifatturiero possono essere esposti anche i lavoratori che lavorano in piedi per periodi prolungati o mantengono posture incongrue. Il rischio può riguardare quindi non soltanto l’operaio addetto alla macchina, ma anche chi si occupa di assemblaggio, controllo qualità, imballaggio, magazzino e movimentazione.

Pertanto, non bisogna pensare alla sicurezza soltanto in termini di incidente improvviso. Un lavoratore può non subire mai un grave infortunio con una macchina ma, allo stesso tempo, sviluppare nel tempo una patologia legata alle condizioni di lavoro.

Come ridurre i rischi: gli accorgimenti per chi lavora nel manifatturiero

La prevenzione parte prima di tutto dall’organizzazione del lavoro e dalle misure di sicurezza adottate dall’azienda. Per il lavoratore, però, ci sono comportamenti fondamentali da non trascurare. Ad esempio:

  • È importante utilizzare correttamente i dispositivi di protezione individuale previsti per la mansione, senza rimuovere o aggirare protezioni e sistemi di sicurezza delle macchine (cuffie o inserti auricolari, protezioni respiratorie, guanti, occhiali e altri DPI devono essere utilizzati quando previsti dalla valutazione dei rischi).
  • Durante gli interventi di pulizia, regolazione e manutenzione occorre rispettare le procedure aziendali previste per mettere in sicurezza l’impianto e impedire un avvio accidentale.
  • Per la movimentazione dei carichi sono importanti la formazione, l’utilizzo delle attrezzature disponibili e una corretta organizzazione delle operazioni. Lo stesso vale per le attività ripetitive e per quelle che richiedono posture fisse per molte ore.
  • Non ignorare sintomi che compaiono e si ripetono nel tempo (dolori muscolari persistenti, problemi all’udito, disturbi respiratori o altri disturbi che possono essere collegati all’attività lavorativa meritano attenzione e, quando necessario, un confronto con il medico).

I numeri INAIL mostrano quindi un quadro nel quale la sicurezza sul lavoro non riguarda soltanto la prevenzione dell’incidente grave. Per chi lavora nel manifatturiero, e in particolare nelle numerose attività riconducibili al mondo metalmeccanico, significa anche ridurre giorno dopo giorno quelle esposizioni che possono trasformarsi in problemi di salute dopo anni di lavoro.

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