Venerdì 2 ottobre 2026 è previsto uno sciopero nazionale che interessa lavoratori di diverse categorie pubbliche e private, compresi i metalmeccanici. La proclamazione è della confederazione CSLE, con adesione di Fi-si. Un punto va chiarito subito: non si tratta di uno sciopero proclamato da Fim, Fiom e Uilm, le organizzazioni che firmano i principali contratti collettivi nazionali dei metalmeccanici.
Cosa cambia per i metalmeccanici
La protesta del 2 ottobre ha carattere plurisettoriale. Questo significa che non nasce da una vertenza specifica sul rinnovo del contratto dei metalmeccanici: la categoria è compresa in una mobilitazione più ampia, che riguarda anche scuola, sanità, enti locali, agricoltura, vigilanza privata e settore marittimo.
Per un operaio o un impiegato metalmeccanico, dunque, la presenza della propria categoria nell’elenco degli ambiti interessati non va confusa con una decisione assunta da Fim, Fiom e Uilm. Sono due piani diversi: da una parte c’è la proclamazione nazionale di CSLE, dall’altra l’attività delle sigle che rappresentano i lavoratori ai tavoli dei CCNL metalmeccanici. La distinzione è utile soprattutto a chi legge la notizia in azienda e vuole capire chi ha indetto l’astensione.
La proclamazione è riferita all’intera giornata di lavoro per le categorie interessate. Eventuali comunicazioni aziendali potranno chiarire come lo sciopero sarà gestito nei singoli luoghi di lavoro, in particolare dove sono previsti turni. La durata effettiva e le modalità vanno quindi lette tenendo conto del settore e dell’organizzazione dell’attività.
L’orario cambia nelle ferrovie
Lo sciopero non si svolge ovunque con le stesse modalità. Il prospetto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti indica, per il settore ferroviario, un’astensione di tre ore, dalle 11 alle 14. Per il settore marittimo le modalità risultano invece non specificate nel prospetto consultato. È inoltre indicata l’esclusione del personale di FS Security Sicilia.
La data del 2 ottobre, quindi, riguarda anche i metalmeccanici, ma non va presentata come uno sciopero di Fim, Fiom e Uilm né come una mobilitazione legata al loro contratto nazionale. È uno sciopero proclamato da altre organizzazioni e rivolto a più settori.


