Una richiesta di circa 150 euro medi mensili di aumento per il biennio 2027–2028, insieme a nuovi permessi e maggiori tutele occupazionali. Parte da qui la piattaforma per il rinnovo del CCSL, il Contratto collettivo specifico di lavoro applicato nei gruppi Stellantis, CNH, Iveco e Ferrari, in scadenza il 31 dicembre 2026.
Le richieste sono state presentate il 14 ottobre a Roma davanti a oltre 400 delegati di FIM, UILM, FISMIC, UGLM e AQCFR. La FIOM CGIL, che non ha mai firmato questo CCSL, non ha presentato la piattaforma.
Aumento di 150 euro in due anni: come viene richiesto
La proposta sindacale prevede un incremento della paga base del 3,3% da gennaio 2027 e del 3,3% da gennaio 2028. Il risultato sarebbe un aumento complessivo a regime di circa 150 euro medi mensili, con importi differenti secondo l’inquadramento.
Non sono quindi 150 euro per ciascun anno: la cifra rappresenta l’incremento mensile complessivo da raggiungere attraverso i due passaggi. Si tratta inoltre di una richiesta ancora da negoziare con le aziende.
La parte normativa del rinnovo riguarderà il quadriennio 2027–2030, mentre gli aumenti del successivo biennio economico saranno discussi separatamente.
Quanto aveva riconosciuto l’accordo 2025–2026
Il confronto con il precedente rinnovo aiuta a comprendere la nuova rivendicazione. L’accordo del 6 giugno 2025, relativo al biennio 2025–2026, aveva stabilito un aumento complessivo della paga base del 6,6%.
Gli incrementi erano stati distribuiti in tre tranche: 3,7% da giugno 2025, 2% da gennaio 2026 e 0,8% da novembre 2026.
A regime, l’aumento mensile lordo previsto è di 134,96 euro per Stellantis, prendendo come riferimento la seconda area, e di 139,80 euro per CNH, Iveco e Ferrari, al terzo gruppo professionale.
A questi importi si aggiungono 480 euro lordi una tantum, divisi tra giugno 2025 e aprile 2026. Le somme una tantum restano distinte dagli aumenti strutturali della paga base.
Permessi, pensione integrativa e stabilizzazioni
La nuova piattaforma chiede anche di rafforzare previdenza complementare e sanità integrativa, tutelando la contribuzione durante la cassa integrazione e il lavoro di cura.
Tra le proposte figurano più permessi per visite mediche e malattia dei figli, assistenza ai familiari non autosufficienti e riduzione dell’orario nei turni più disagiati.
Sul versante occupazionale, i sindacati chiedono limiti al lavoro a termine e in somministrazione, percorsi di stabilizzazione e formazione continua per affrontare anche l’intelligenza artificiale.
La trattativa dentro la crisi dell’automotive
Per Ferdinando Uliano, segretario generale FIM CISL, il rinnovo deve difendere salario, occupazione e dignità del lavoro. Il confronto si apre tra difficoltà industriali e incertezze produttive, con particolare attenzione agli stabilimenti Stellantis di Mirafiori e Cassino.


