Per i lavoratori dello stabilimento Beko di Siena si apre una nuova prospettiva. Leonardo ha manifestato la disponibilità a partecipare alla reindustrializzazione del sito, attraverso un proprio presidio industriale che potrebbe riassorbire una parte significativa del personale.
L’annuncio è arrivato l’8 ottobre durante il tavolo convocato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Secondo la Uilm, sono 150 i lavoratori ancora in attesa di conoscere il proprio futuro.
Non esiste, però, un accordo definitivo. Restano da stabilire le attività che Leonardo potrebbe portare a Siena, gli investimenti, i tempi e il numero esatto dei dipendenti coinvolti.
Cosa prevede il progetto per lo stabilimento Beko
Nel comunicato ufficiale del Mimit si parla della possibilità che Leonardo contribuisca alla reindustrializzazione attraverso un proprio insediamento.
Il Ministero ipotizza un progetto più ampio, con la presenza di altre imprese e la creazione di un nuovo polo produttivo. Non ha ancora chiarito, però, quali attività verranno svolte, quale parte dello stabilimento sarà utilizzata e quali competenze serviranno.
Questi elementi sono indispensabili per capire quanti lavoratori potranno essere effettivamente ricollocati e se serviranno percorsi di formazione o riqualificazione professionale.
Non ci sono ancora assunzioni confermate
L’interessamento di Leonardo rappresenta un segnale positivo, ma non equivale a un accordo già concluso né ad assunzioni deliberate.
Dovranno essere definite le modalità dell’eventuale passaggio dei lavoratori, i contratti applicati, le mansioni, i livelli retributivi e i tempi necessari per avviare le nuove attività.
Bisognerà inoltre chiarire se il progetto offrirà una soluzione a tutti i 150 dipendenti oppure soltanto a una parte. Per questo i sindacati chiedono al Mimit un confronto specifico, con informazioni verificabili su occupazione, investimenti e produzioni.
Beko rallenta investimenti e produzione
Il tavolo ministeriale ha affrontato anche la situazione degli altri stabilimenti italiani. Beko ha sostanzialmente confermato il piano industriale, segnalando però che il peggioramento del mercato sta provocando un forte calo dei volumi e un rallentamento degli investimenti.
Proseguono inoltre la riorganizzazione dei siti e la gestione degli esuberi. I sindacati contestano i ritardi, la produzione insufficiente e il crescente ricorso alla cassa integrazione in alcuni stabilimenti.
La richiesta rivolta al Governo è quella di far rispettare gli impegni contenuti nell’accordo del 2025, evitando che la crisi venga sostenuta soltanto dai lavoratori.
Le prossime risposte sono attese entro fine ottobre
Le parti hanno concordato di aggiornare il tavolo dopo circa 20 giorni dall’incontro dell’8 ottobre. Il nuovo confronto dovrebbe quindi svolgersi entro la fine del mese e approfondire la situazione di ogni stabilimento Beko.
Per Siena sarà il momento di verificare la reale portata dell’interessamento di Leonardo. Al 13 ottobre non risultano procedure ufficiali di selezione o assunzione collegate al possibile insediamento. La prospettiva esiste, ma deve ancora trasformarsi in un progetto industriale con impegni precisi per i lavoratori.


