sabato, Marzo 14, 2026

Automotive, Motocicli, Carrelli Elevatori: i Rischi dei Dazi USA sulla Filiera Metalmeccanica (secondo Federmeccanica)

L’aumento dei dazi doganali da parte degli Stati Uniti crea uno scenario preoccupante per l’industria italiana. Secondo Federmeccanica, le nuove tariffe colpiranno duramente la filiera della metalmeccanica, già in difficoltà da molti trimestri. Il presidente Federico Visentin, in una lettera a Il Foglio, ha sottolineato che i primi annunci minacciosi di dazi avevano già avuto un “effetto negativo”, bloccando “ordini e investimenti”.

L’impatto sulla metalmeccanica

La crisi dell’automotive pesa sull’intero comparto e l’introduzione dei dazi rischia di aggravare ulteriormente la situazione. La filiera della componentistica sarà tra le più colpite. Il “ribilanciamento” delle tariffe avrà effetti diretti su diversi settori chiave dell’industria metalmeccanica italiana.

I settori più colpiti

Automotive

Le nuove tariffe aumenteranno il costo per gli esportatori italiani di auto verso gli USA. L’aggravio sarà di 450 milioni di euro, rispetto ai 90 milioni attuali. Questo significa che i dazi medi passeranno dal 2,5% al 9,82%, rendendo meno competitivo il settore.

Motocicli

Il comparto delle moto subirà un incremento significativo delle tariffe. Gli attuali 1,3 milioni di euro di dazi saliranno a 17 milioni, con conseguenze pesanti per le aziende italiane del settore.

Carrelli elevatori

Un’altra produzione metalmeccanica penalizzata sarà quella dei carrelli elevatori. Finora esenti da dazi, saranno ora soggetti a una tariffa che costerà alle aziende italiane 28 milioni di euro.

Il rischio per l’export italiano

Gli Stati Uniti rappresentano il secondo mercato di destinazione per la metalmeccanica italiana, con un valore di esportazioni pari a 29 miliardi di euro. Questo mercato già nel 2023 aveva subito un calo dell’11%. L’aggiunta di nuovi dazi potrebbe ridurre ulteriormente la competitività delle aziende italiane.

Aumento dei prezzi e rischi economici

Federmeccanica sottolinea che una guerra commerciale “fa male a tutti”, perché provoca un aumento dei prezzi sia per le imprese che per i cittadini. Il timore degli industriali è che l’inasprimento delle relazioni internazionali possa peggiorare una congiuntura economica già fragile.

L’appello all’Unione Europea

Visentin auspica che l’Unione Europea non risponda con una “controffensiva” di pari livello, ma che invece trovi negoziatori in grado di opporsi alle misure statunitensi. Per Federmeccanica, l’unica soluzione è che l’Europa si muova unita nella stessa direzione per proteggere l’industria metalmeccanica.

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