Stellantis ha confermato che non abbandonerà i motori termici. Oltre al rinnovato 1.2 Puretech, il gruppo lancerà un nuovo 1.6 EP6 e il 2.0 GME-T4 Evo, entrambi abbinati a tecnologie ibride. La notizia è stata lanciata dal portale AlVolante.it nei giorni scorsi.
Queste scelte si inseriscono in una strategia che, pur puntando sull’elettrico, tiene conto della domanda ancora forte per i motori a combustione.
Opportunità per gli stabilimenti italiani
Le ricadute sul sistema industriale italiano potrebbero essere rilevanti. Stabilimenti come Termoli, in grande difficoltà dovuta alla lunga e confusa fase di riconversione, o Pratola Serra, specializzato nei propulsori, potrebbero avere un ruolo nella produzione o nell’adattamento delle nuove famiglie di motori.
Anche i siti di Pomigliano e Cassino, collegati a modelli Alfa Romeo e Maserati, sarebbero interessati dagli sviluppi sul 2.0 GME-T4 Evo.
Impatti su occupazione e filiera
Il mantenimento di investimenti sui termici, accanto all’elettrico, garantirebbe maggiori volumi produttivi e quindi una maggiore stabilità occupazionale.
La filiera italiana della componentistica, oggi in difficoltà per la transizione elettrica, troverebbe nuova linfa nella richiesta di parti legate ai motori a combustione e ai sistemi ibridi.
Le attese dei sindacati
Le organizzazioni sindacali guardano con attenzione agli annunci. La prospettiva di nuovi motori e modelli significa possibilità di lavoro in più per migliaia di addetti.
Resta però il nodo della ripartizione geografica delle produzioni: bisognerà capire se Stellantis deciderà di concentrare i nuovi propulsori negli stabilimenti italiani o in altri Paesi del gruppo.