giovedì, Agosto 27, 2026

Stellantis, incontro a Palazzo Chigi tra Meloni-Filosa-Sindacati: la richiesta FIOM CGIL

Michele De Palma, segretario generale Fiom-Cgil, lo ha chiesto in diretta su Rai 3 durante il talk show Agorà: serve un incontro urgente tra Giorgia Meloni, Antonio Filosa e le organizzazioni sindacali.

Il nodo è il futuro dell’Automotive in Italia, che nel frattempo ha perso 6.000 adetti, e lo stabilimento di Termoli, dove dal 1° settembre scatterà un contratto di solidarietà per tutti i circa 1.800 operai.

Un passaggio che rischia di segnare la crisi definitiva del sito produttivo e di tutta la filiera Stellantis in Italia.

1.800 metalmeccanici in contratto di solidarietà

Dal prossimo lunedì i lavoratori di Termoli entreranno in contratto di solidarietà.

Per loro significa dieci giorni di lavoro al mese e una perdita salariale fino al 40%.

“La dignità delle persone è in pericolo”, ha denunciato De Palma. Lo strumento durerà un anno, ma senza nuove produzioni non ci sarà futuro.

Addio al motore FIRE e alla Gigafactory

Termoli produceva il motore FIRE, simbolo della meccanica italiana.

Secondo gli annunci del precedente Ad Carlos Tavares doveva lasciare spazio alla Gigafactory, con batterie per auto elettriche. Ma il progetto è stato bloccato perché “in Italia i costi energetici sono troppo alti”, ha poi puntualizzato John Elkann in audizione in Parlamento.

Quindi stabilimento si ritrova senza vecchia produzione e senza quella promessa per il futuro.

L’Italia senza fabbrica di batterie

L’Italia resta l’unico Paese europeo con produzione automobilistica ma senza un polo batterie, ha sottolineato De Palma.

Un ritardo che pesa su Stellantis e sull’intero comparto.

La Fiom avverte: il problema non riguarda solo Termoli, ma tutti gli stabilimenti italiani.

Con un’età media di 40 anni e molti lavoratori oltre i 50, il rischio occupazionale diventa drammatico.

Il governo non ha imposto una strategia industriale nazionale.

Per la Fiom le responsabilità sono chiare: Stellantis – partecipata anche da capitali francesi, tra cui quelli dell’ex gruppo Peugeot, avrebbe scelto di favorire gli stabilimenti francesi.

Per questo Michele De Palma ha chiesto che Giorgia Meloni convochi subito Filosa e i sindacati a Palazzo Chigi. Un vertice che potrebbe segnare il futuro dello stabilimento di Termoli e dell’automotive in Italia.

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