Si è svolto in mattinata, presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, un nuovo aggiornamento sul futuro del gruppo Riello, azienda leader nei sistemi di riscaldamento e nella transizione energetica, che oggi conta circa 1.300 dipendenti, di cui 600 in Italia distribuiti tra Verona, Lecco e Treviso.
Il tavolo, fortemente voluto da Fim, Fiom e Uilm, rientra nel monitoraggio costante avviato dal Mimit su tutte le operazioni industriali considerate “strategiche” per il Paese, al pari dei dossier già aperti su Stellantis, Electrolux, Beko e altre multinazionali del comparto meccanico ed elettrodomestico.
Negli ultimi mesi, il caso Riello è diventato un punto sensibile della politica industriale italiana. L’azienda, parte del gruppo Carrier Global Corporation, è infatti un riferimento tecnologico nella filiera del riscaldamento e delle pompe di calore, settori chiave per la decarbonizzazione e l’efficienza energetica. Tuttavia, l’annuncio della volontà di Carrier di cedere Riello ha aperto una fase di forte incertezza per i lavoratori e per i territori coinvolti.
Nessuna novità, ma la cessione slitta al 2026
All’incontro di oggi, presieduto dal Mimit e con la partecipazione delle Regioni Veneto e Lombardia, della Provincia di Lecco e del Sindaco di Legnago (VR), era presente anche il CEO di Riello, Anthony Brennan, insieme alla delegazione aziendale.
Il Ministero ha ribadito la volontà di garantire un monitoraggio costante dell’operazione di cessione, ma, come riportato nel comunicato unitario di Fim, Fiom e Uilm, non sono emersi nuovi elementi rispetto ai precedenti incontri. L’unica novità significativa è lo slittamento della vendita al 2026, con Carrier che conferma l’intenzione di cedere l’intero gruppo a un investitore “in grado di potenziarne le già ottime performance economiche e di prodotto”.
Sindacati: “Informazioni insufficienti e troppe incertezze”
Le organizzazioni sindacali giudicano insufficienti le informazioni fornite e chiedono chiarezza su tre aspetti cruciali:
1) come avviene la ricerca dei potenziali acquirenti;
2) quali garanzie occupazionali e industriali vengono richieste;
3) quali investimenti sono previsti per sostenere la crescita di Riello nel campo della transizione energetica.
Fim, Fiom e Uilm hanno espresso forte preoccupazione per il futuro occupazionale e produttivo, chiedendo a Carrier “un cambio di passo” nel confronto istituzionale “per rispetto dei lavoratori e dei territori coinvolti”.
Il Mimit, riconoscendo la centralità e la priorità del dossier, ha fissato un nuovo incontro per la seconda metà di novembre 2025, quando si attende che l’azienda presenti risposte più concrete.


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