Capita spesso che, dopo la fine di un contratto in fabbrica o in cantiere, l’idea non sia quella di cercare subito un nuovo datore di lavoro, ma di mettersi in proprio. Per molti operai e metalmeccanici la NASpI anticipata è stata finora uno strumento utile per fare questo passo. Dal 2026, però, le regole potrebbero cambiare.
Un emendamento alla Legge di Bilancio prevede infatti una nuova modalità di pagamento della NASpI anticipata, con effetti concreti anche per chi lavora nei settori tecnici e manuali.
NASpI anticipata: perché è importante per chi lavora nei mestieri tecnici
La NASpI anticipata permette di ricevere in anticipo tutta l’indennità di disoccupazione per usarla come capitale iniziale. È una soluzione spesso scelta per iniziare a lavorare in autonomia o avviare una piccola impresa artigiana. Per esempio per:
- ex operai metalmeccanici,
- addetti alla manutenzione industriale,
- idraulici, elettricisti, installatori,
- altri tecnici e operai specializzati.
Con la somma anticipata si coprono spese immediate come attrezzature, furgone, materiali, apertura della partita IVA o iscrizione alla cooperativa.
Come funziona oggi l’anticipo NASpI
Attualmente, una volta ottenuto il via libera dall’INPS, la NASpI anticipata viene pagata tutta insieme, in un’unica soluzione. L’importo corrisponde alle mensilità ancora spettanti e viene tassato secondo le regole IRPEF.
La richiesta va presentata entro 30 giorni dall’avvio dell’attività autonoma o dall’ingresso in una cooperativa di lavoro.
Per molti lavoratori usciti da fabbriche, officine o cantieri, questo meccanismo ha rappresentato un vero ponte tra lavoro dipendente e lavoro autonomo. Ma nel 2026 qualcosa potrebbe cambiare.
Pagata in due rate diverse
Con la Manovra 2026 è allo studio una modifica importante. L’idea è quella di superare il pagamento in un’unica soluzione e dividere l’anticipo NASpI in due parti.
Secondo l’emendamento:
- una prima tranche sarebbe pari al 70% dell’importo totale;
- il restante 30% arriverebbe in un secondo momento.
Non si tratterebbe quindi più di un versamento immediato completo, ma di un versamento in due rate. Per di più, la seconda rata non sarebbe automatica. Per riceverla, l’INPS dovrebbe verificare che il lavoratore:
- non sia stato riassunto come dipendente;
- non percepisca una pensione diretta, ad eccezione dell’assegno ordinario di invalidità.
Solo dopo questi controlli, e entro sei mesi dalla prima erogazione, verrebbe pagato il saldo finale.
Le conseguenze pratiche per operai e metalmeccanici
Per chi lavora in settori come metalmeccanica, impiantistica o manutenzione, il cambiamento non è secondario. Ricevere subito solo il 70% potrebbe significare:
- meno liquidità iniziale per acquistare strumenti e macchinari;
- maggiore difficoltà a sostenere i costi dei primi mesi;
- necessità di pianificare meglio l’avvio dell’attività.
Allo stesso tempo, il nuovo sistema mira a garantire che l’anticipo venga usato davvero per lavorare in proprio, evitando rientri rapidi nel lavoro dipendente.
Una riforma ancora da confermare
Al momento, la modifica alla NASpI anticipata non è definitiva. Tutto dipenderà dall’approvazione finale della Legge di Bilancio 2026 e dalle istruzioni che verranno poi fornite dall’INPS.
Per operai, tecnici e metalmeccanici che stanno valutando questa strada, diventa quindi fondamentale tenere d’occhio le prossime decisioni: l’anticipo NASpI potrebbe restare un’opportunità, ma con regole diverse rispetto a quelle conosciute finora.


