Riduzione dell’orario di lavoro, settimana corta e redistribuzione della ricchezza prodotta. È questa la linea lanciata dai sindacati metalmeccanici che chiedono di aprire una nuova stagione di contrattazione aziendale, sostenuta – secondo le organizzazioni sindacali – da bilanci d’impresa complessivamente positivi.
Una richiesta che riguarda innanzitutto circa 20mila lavoratrici e lavoratori metalmeccanici della provincia di Reggio Emilia che nei giorni scorsi in un’assemblea unitari hanno iniziato a muovere i primi passi.
Settimana corta da costruire con accordi aziendali
La proposta sindacale punta in modo esplicito alla settimana corta che mette al centro le 35 ore, da realizzarsi attraverso accordi aziendali calibrati sulle singole realtà produttive. Col riconoscimento dello stesso salario.
L’obiettivo è conciliare le esigenze dei lavoratori – più tempo per riposo, affetti e relazioni – con quelle delle imprese, chiamate a migliorare produttività e capacità di attrazione, soprattutto verso i giovani e le professionalità più qualificate.
Un indirizzo coerente con il CCNL industria
Secondo i sindacati, la richiesta è pienamente coerente con l’impostazione del contratto collettivo nazionale dell’industria metalmeccanica del 22 novembre 2025, che auspica un maggiore utilizzo della contrattazione di secondo livello per intervenire su orari, organizzazione del lavoro e flessibilità. In questo quadro, la settimana corta non viene presentata come misura rigida, ma come strumento negoziabile e adattabile alle condizioni aziendali.
Coinvolti 80 contratti e oltre 20mila addetti
La piattaforma riguarda il rinnovo di 80 contratti aziendali che coinvolgono alcune tra le principali imprese del territorio. Le RSU e le organizzazioni sindacali Fim, Fiom, Uilm puntano con le richieste ad aprire una fase di confronto che avrà un impatto diretto su migliaia di famiglie.
Queste una parte delle aziende coinvolte: Walvoil, Lombardini, Bosch Rexroth, Ognibene Power, Rcf, Interpump, Emak, Allison Transmission (ex Dana Motion System Italia), Fives Oto, Smeg, Immergas, Padana Tubi, Trivium, Argo Tractors, Nexion.
Bilanci aziendali come leva della richiesta
A rafforzare la proposta, per il sindacato, sono i dati di bilancio. Le analisi mostrano che nel 2024 oltre l’80% delle imprese coinvolte ha registrato utili e che la grande maggioranza presenta un Ebitda positivo, spesso superiore alle soglie considerate ottimali.
Inoltre, nel lungo periodo, la crescita del valore aggiunto non si è tradotta in una pari crescita della quota destinata ai salari. Da qui la convinzione che esistano margini economici reali per ridurre l’orario di lavoro e migliorare la qualità della vita senza compromettere la competitività delle imprese.


