La conclusione dell’accordo di libero scambio tra Unione europea e India apre una fase nuova per l’export italiano. Non solo per i grandi numeri geopolitici evocati a New Delhi, ma per gli effetti concreti su settori che da anni cercano sbocchi alternativi in un contesto globale sempre più instabile.
In questo quadro, la metalmeccanica italiana è tra le principali candidate a beneficiare della progressiva riduzione delle barriere tariffarie.
Meccanica strumentale in prima linea
Il cuore dell’impatto riguarda la meccanica strumentale e le attrezzature industriali, che rappresentano già oggi la quota più rilevante delle esportazioni italiane verso l’India. Su cinque miliardi di vendite complessive nei primi undici mesi del 2025, circa due miliardi arrivano proprio da questi comparti.
Con l’accordo, i dazi indiani su macchinari e apparecchiature elettriche, oggi fino al 44%, sono destinati ad azzerarsi progressivamente, rendendo il prodotto italiano molto più competitivo.
Un mercato industriale in rapida espansione
L’India sta accelerando sul fronte industriale e infrastrutturale. La crescita della manifattura locale, unita all’espansione dei consumi, apre spazi rilevanti per macchine utensili, impianti di produzione e tecnologie avanzate. Già oggi l’India è il quarto mercato estero per le macchine utensili italiane, con dazi medi tra il 7,5% e il 10%. Secondo le stime di settore, il valore dell’export potrebbe raddoppiare fino a 400 milioni annui.
Più competitività contro la concorrenza asiatica
La riduzione dei dazi diventa anche uno strumento difensivo. In molti segmenti, dal packaging ai macchinari per ceramica, le imprese italiane si confrontano con una forte pressione sui prezzi, in particolare da parte dei produttori cinesi. L’abbattimento delle tariffe consente di riequilibrare la competizione, valorizzando qualità, affidabilità e contenuto tecnologico delle soluzioni italiane.
Auto, componentistica e impianti legati allo sviluppo urbano
Accanto alla meccanica tradizionale, l’accordo favorisce anche automotive e componentistica, con i dazi sulle auto destinati a scendere dal 70-110% al 10% nel medio periodo. Opportunità rilevanti emergono inoltre per pompe, valvole, caldaie e impianti, settori strettamente legati ai piani di sviluppo urbano e infrastrutturale indiani, stimati in centinaia di miliardi nei prossimi decenni.


