Il Premio di Risultato Iveco 2025, che sarà erogato a febbraio 2026, arriva in una fase complessa per l’industria dei veicoli industriali, ma conferma comunque un risultato economico rilevante per una larga parte dei lavoratori. I dati diffusi dalle organizzazioni sindacali mostrano una tenuta complessiva degli indicatori, pur con forti differenze tra stabilimenti.
Importi medi: 1.196 euro lordi, media ponderata a 1.216 euro
Per il terzo gruppo professionale, gli importi medi lordi – comprensivi del moltiplicatore del 10% – si attestano a 1.196 euro, con una media ponderata che sale a 1.216 euro. Il valore è inferiore rispetto al premio dello scorso anno, che aveva raggiunto i 1.854 euro, ma resta significativo se letto alla luce delle difficoltà che attraversano oggi il settore. Gli importi variano in base al livello di inquadramento e allo stabilimento di appartenenza.
Indicatori produttivi: risultati positivi nella maggior parte dei siti
Entrando nel merito dei parametri, la maggioranza degli stabilimenti ha raggiunto almeno due indicatori su tre tra Manufacturing Index, tempi di consegna (OKTS) e qualità del prodotto. Questo dato conferma una performance complessiva positiva sotto il profilo produttivo e qualitativo, nonostante un contesto industriale segnato da rallentamenti e criticità nella filiera.
Caso Suzzara: premio fermo a 331 euro e richiesta sindacale
Decisamente più negativo il risultato dello stabilimento di Suzzara, dove il premio per il terzo gruppo professionale si ferma a soli 331 euro.
Proprio per questo, le organizzazioni sindacali hanno avanzato la richiesta di una erogazione aggiuntiva una tantum, ritenendo che sul risultato abbiano inciso anche problematiche di fornitura. La Direzione di Iveco Group ha però risposto negativamente, anche se i sindacati hanno chiesto un riesame della posizione.
Fisco e welfare: aliquota all’1% e scelta entro il 10 febbraio
Resta confermato il moltiplicatore di gruppo del 10%, legato alla riduzione del numero di infortuni.
Il premio beneficerà inoltre delle agevolazioni fiscali sulla retribuzione variabile previsti dalla legge di Bilancio 2026, con un’aliquota di favore pari all’1%. Su base volontaria, i lavoratori potranno infine convertire in tutto o in parte l’importo in welfare aziendale, comunicando la scelta entro il 10 febbraio.


