Lo stop ai progetti di Gigafactory di Termoli e Kaiserslautern rappresenta un nuovo passaggio critico nella crisi dell’automotive europeo. L’alleanza industriale tra Stellantis, TotalErg e Mercedes congela due investimenti strategici affidati ad ACC, la joint venture nata nel 2021 durante la gestione di Carlos Tavares.
Gigafactory di Termoli e Kaiserslautern ferme dal 2024
ACC parla di una “riorganizzazione industriale”. Secondo la società, non sarebbero più soddisfatti i prerequisiti per riavviare i progetti in Italia e Germania, entrambi in standby da maggio 2024. La decisione non è ancora stata formalizzata dal board, ma è già stata comunicata ai sindacati. Al di là di tutto la battuta d’arresto è nei fatti: a Termoli non sono arrivati gli investimenti annunciati.
È in corso un confronto con il works council in Germania e con le organizzazioni sindacali italiane per valutare le condizioni legate a una possibile interruzione definitiva delle Gigafactory previste a Termoli e Kaiserslautern.
Stellantis rassicura su occupazione e investimenti a Termoli
La palla torna ora nel campo di Stellantis. Il Gruppo afferma di monitorare attentamente la situazione e di restare pienamente mobilitato per valutarne le ricadute industriali e sociali. Sul sito di Termoli, dove lavorano oltre 1.700 addetti ed è attiva la produzione di motori diesel, Stellantis rivendica alcune scelte già assunte.
Allo stabilimento è stata assegnata la produzione del cambio e-DCT. È inoltre previsto un investimento per avviare la produzione dei motori GSE conformi alla normativa Euro 7, destinati a restare utilizzabili anche dopo il 2030. Per i dipendenti di ACC viene assicurata la continuità occupazionale all’interno di Stellantis.
Sindacati: “Serve un vero rilancio industriale”
Per i sindacati lo stop è un colpo pesante. La Fim chiede un rilancio industriale strutturale del sito di Termoli. Le produzioni annunciate, secondo il sindacato, non sono sufficienti a garantire una prospettiva solida ai 1.780 lavoratori dello stabilimento.
Anche la Uilm sottolinea la necessità di nuove produzioni meccaniche immediate per salvaguardare l’occupazione. Per la Fiom la situazione in Italia è ormai a livello emergenziale e richiede un confronto vero con l’azienda.
Automotive elettrico e nodo europeo della filiera
La vicenda di Termoli si inserisce in un quadro più ampio. Da un lato il cambio di strategia di Stellantis, che ha accantonato il progetto ACC per una nuova iniziativa in Spagna. Dall’altro il rallentamento della domanda di auto elettriche e la mancanza di sostegni mirati alla produzione europea.
Secondo ACC, senza interventi immediati l’Europa rischia di rinunciare alla propria autonomia strategica su una delle tecnologie più decisive del XXI secolo, mentre anche in Francia restano aperti tavoli su occupazione e sostenibilità finanziaria della joint venture.


