Il mese di febbraio si avvia alla chiusura con una nuova liquidazione NASpI. Dopo i primi accrediti disposti all’inizio del mese, l’INPS sta completando ulteriori pagamenti per chi aveva la pratica ancora in fase di definizione.
Nel complesso, febbraio è stato un mese regolare. Le prime disposizioni sono partite nei tempi ordinari e hanno interessato la platea principale dei percettori con domanda già accolta e lavorata.
Nuove disposizioni in arrivo sul Fascicolo Previdenziale
In queste ore stanno comparendo aggiornamenti nell’area personale dei beneficiari.
Per chi ha visto concludersi l’elaborazione negli ultimi giorni, nel Fascicolo Previdenziale del Cittadino risulta una nuova data di accredito fissata per il 24 febbraio 2026:

Si tratta di una emissione successiva rispetto a quella di inizio mese. Come sempre, per verificare è necessario accedere al portale INPS con le proprie credenziali e consultare la sezione dedicata ai pagamenti. E’ sempre bene sottolineare che le date non sono uguali per tutti i disoccupati.
In questa fase scatta il decalage dell’indennità
Proprio tra febbraio e i mesi successivi molti lavoratori iniziano a notare una riduzione dell’importo NASpI. È il cosiddetto decalage, cioè la decurtazione progressiva dell’indennità.
Dopo i primi mesi di fruizione, l’assegno subisce una diminuzione percentuale mensile prevista dalla normativa. Non si tratta di un errore di calcolo, ma di un meccanismo automatico che incide gradualmente sull’importo percepito.
Per questo motivo alcuni beneficiari potrebbero accorgersi che la cifra accreditata il 24 febbraio è più bassa rispetto ai mesi precedenti.
Bonus 100 euro riattivato dopo i controlli di gennaio
Febbraio segna anche la ripresa del trattamento integrativo da 100 euro. A gennaio molti pagamenti non erano stati disposti a causa dei conguagli fiscali di inizio anno.
L’INPS, in questa fase, verifica le posizioni reddituali e stabilisce chi conserva il diritto al bonus per il 2026. Solo dopo questi controlli le erogazioni vengono riattivate solo per coloro che non superano la soglia reddituale di 15.000 euro, in base alle previsioni.
Pagamenti sospesi senza reddito presunto 2026
Infine, restano esclusi dagli accrediti coloro che non hanno trasmesso il reddito presunto 2026, anche se pari a zero.
La comunicazione è indispensabile per mantenere attiva la NASpI. In assenza di questo adempimento, l’Istituto blocca l’indennità fino alla regolarizzazione della posizione.


