Il caro carburanti torna a pesare sulle famiglie. Il gasolio ha superato i 2 euro al litro e la benzina continua a salire, spinta dalle tensioni internazionali.
In questo contesto, il Governo sta preparando un nuovo intervento per sostenere i nuclei più fragili. Sul tavolo c’è un bonus carburante da 100 euro destinato alle famiglie con ISEE basso. L’importo è confermato dal quotidiano Il Sole 24 Ore in edicola oggi.
Ma proprio sulle modalità di erogazione si stanno aprendo due ipotesi diverse. E i tempi potrebbero cambiare molto.
Prima ipotesi: accredito rapido sulla carta “Dedicata a te”
La soluzione più veloce riguarda chi ha già ricevuto la carta “Dedicata a te” nel 2025. In questo caso, il bonus da 100 euro verrebbe accreditato direttamente sulla carta già in possesso delle famiglie.
Parliamo di circa 1,1 milioni di nuclei familiari. Il vantaggio è evidente: niente nuove domande, niente nuove graduatorie, accredito automatico
Le famiglie potrebbero utilizzare subito le somme per il carburante, con tempi molto rapidi dopo il via libera del decreto.
Si tratterebbe quindi di un intervento “una tantum” immediato.
Seconda ipotesi: nuovi fondi e carta più ricca nel 2026
Accanto alla soluzione veloce, però, prende quota un’altra strada. È anche quella considerata più probabile dai tecnici. L’idea è inserire il bonus carburante in un nuovo finanziamento legato alla carta “Dedicata a te” 2026.
Questo comporterebbe: un nuovo decreto nuove liste INPS dei beneficiari tempi più lunghi per l’erogazione
Ma anche un vantaggio importante. L’importo complessivo della carta potrebbe salire fino a 600 euro, cioè 100 euro in più rispetto ai 500 euro del 2025.
In pratica, il bonus carburante verrebbe inglobato in una misura più ampia.
Tempi e scenari: cosa aspettarsi davvero
Le due ipotesi restano entrambe sul tavolo. Da un lato c’è la necessità di intervenire subito contro il caro carburanti. Dall’altro ci sono i vincoli di bilancio e la gestione delle risorse.
Per questo motivo, l’ipotesi del nuovo finanziamento nel 2026 appare al momento la più realistica. Questo significa tempi più lunghi, ma anche un sostegno economico complessivo più alto per le famiglie beneficiarie.
La decisione finale è attesa con il prossimo decreto, che dovrà chiarire sia le modalità di erogazione sia le risorse disponibili.

