Arriva in Italia la direttiva europea sulla trasparenza retributiva, ma non tutte le aziende dovranno fare tutto subito. Le micro e piccole imprese avranno obblighi ridotti, così da non pesare troppo su chi ha pochi dipendenti.
Vediamo cosa cambia e chi deve fare cosa.
La direttiva europea e l’obiettivo della trasparenza
La direttiva europea 970/2023 punta a garantire parità di retribuzione tra uomini e donne e più chiarezza sui salari nelle aziende. In pratica, i lavoratori devono poter sapere:
- quanto si guadagna in ruoli simili,
- come funziona la progressione economica,
- se esistono divari retributivi di genere.
Ma Bruxelles ha chiarito che non tutte le aziende possono sopportare gli stessi obblighi: micro e piccole imprese devono avere regole più leggere, per ridurre costi e burocrazia.
Obblighi diversi in base alla dimensione dell’azienda
La legge italiana recepisce la direttiva graduando gli obblighi a seconda dei dipendenti:
- Micro imprese: meno di 10 dipendenti,
- Piccole imprese: fino a 49 dipendenti,
- Medie imprese: fino a 100 dipendenti.
Non tutti gli obblighi valgono per tutti. Vediamo nel dettaglio come funziona.
Trasparenza in fase di assunzione
Tutte le aziende, grandi o piccole, devono indicare ai candidati quanto si guadagnerà o almeno la fascia retributiva prevista. Inoltre, non possono chiedere quanto guadagnava in precedenza.
Questa regola vale per tutti, anche per la piccola officina o il laboratorio metalmeccanico.
Trasparenza sulla progressione economica
Per sapere come si cresce di stipendio, le micro e piccole imprese sono esonerate.
Solo le aziende con almeno 50 dipendenti dovranno spiegare come funzionano aumenti, bonus e avanzamenti economici. Per una piccola officina di 20-30 operai, quindi, non cambia quasi nulla.
Trasparenza sui livelli retributivi
I lavoratori hanno diritto a sapere quanto guadagnano in media i colleghi nello stesso ruolo.
Qui c’è una semplificazione per le aziende fino a 49 dipendenti: i dati devono essere forniti in modo che nessuno possa essere identificato singolarmente.
Il ministero del Lavoro sta studiando il decreto per spiegare esattamente come fare.
Divario retributivo di genere
Il confronto tra stipendi di uomini e donne scatta solo per le medie imprese con almeno 100 dipendenti.
Le micro e piccole imprese non dovranno comunicare nulla sul divario retributivo di genere.
Cosa significa per i metalmeccanici
In sintesi, secondo la nuova direttiva sulla pay transparency:
- Tutte le aziende devono indicare il salario ai candidati.
- Solo aziende con almeno 50 dipendenti devono spiegare come si cresce di stipendio.
- Solo aziende con almeno 100 dipendenti devono comunicare il divario retributivo di genere.
Per micro e piccole imprese, quindi, gli obblighi concreti sono molto ridotti, così da non creare troppa burocrazia ma garantire comunque un minimo di trasparenza.
Pertanto, vedrà qualche cambiamento solo l’operaio che lavora in una media o grande impresa. Al contrario, chi lavora in una piccola officina o in una piccola azienda metalmeccanica, nella maggior parte dei casi non sarà interessato dalle novità.

