Nel 2026 cresce il valore dei premi di produttività riconosciuti ai lavoratori dipendenti, ma gli importi cambiano in modo significativo tra accordi aziendali e territoriali. I dati del ministero del Lavoro mostrano infatti che i premi più elevati vengono erogati soprattutto nelle grandi aziende industriali e commerciali dove sono presenti contratti sindacali interni, mentre gli importi risultano più contenuti negli accordi territoriali applicati ad artigianato, commercio e turismo.
Premi più alti nelle grandi aziende
Secondo la rilevazione aggiornata al 15 aprile 2026, il premio medio complessivo ha raggiunto 1.794 euro annui per lavoratore. Tuttavia il dato sale in maniera evidente nei contratti aziendali.
Gli accordi sindacali firmati direttamente nelle imprese prevedono infatti un premio medio pari a 1.868 euro lordi all’anno. Si tratta soprattutto di intese presenti nelle grandi realtà industriali, metalmeccaniche, manifatturiere e commerciali, dove la contrattazione di secondo livello collega il bonus a produttività, redditività, qualità e risultati economici.
Sono oltre 9.600 i contratti aziendali attivi depositati al ministero del Lavoro e coinvolgono più di 2,3 milioni di lavoratori.
Accordi territoriali più diffusi tra artigiani e commercio
Diversa la situazione per gli accordi territoriali, dove il premio medio scende a circa 1.291 euro annui. In questo caso le intese vengono sottoscritte a livello provinciale o regionale dalle associazioni datoriali e sindacali e vengono applicate soprattutto nelle piccole imprese.
Questi accordi interessano in particolare i dipendenti di aziende artigiane, attività commerciali, turismo e piccole realtà dei servizi che spesso non hanno una contrattazione aziendale interna.
I contratti territoriali attivi sono 1.226 e coinvolgono circa 978 mila lavoratori.
Detassazione confermata anche nel 2026
Sia per i premi aziendali sia per quelli territoriali continua a valere la tassazione agevolata introdotta dalla legge di Bilancio. Nel 2026 sui premi di risultato si applica infatti un’imposta sostitutiva ridotta all’1% entro il limite massimo di 5 mila euro lordi.
L’agevolazione riguarda i lavoratori dipendenti del settore privato con reddito annuo fino a 80 mila euro. Resta inoltre la possibilità di convertire il premio in welfare aziendale, azzerando completamente il carico fiscale e contributivo previsto sulle somme erogate in busta paga.


