Sarà una giornata decisiva per il futuro dell’ex Ilva. Nella mattinata di oggi, 28 luglio, il Governo incontrerà le organizzazioni sindacali dopo le parole pronunciate dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti al termine del Consiglio dei ministri, durante il quale è stato approvato un decreto legge che stanzia ulteriori 100 milioni di euro a favore dell’amministrazione straordinaria dell’acciaieria.
Le risorse, ha spiegato il ministro, servono a garantire la continuità della gestione mentre il percorso di cessione dovrà essere rivisto alla luce della recente sentenza del Tribunale di Milano.
Giorgetti: “La sentenza stravolge la fase di vendita”
Nel corso della conferenza stampa, Giorgetti ha spiegato che il provvedimento della magistratura rappresenta un elemento destinato a modificare profondamente il percorso avviato negli ultimi mesi.
“Le sentenze sono sentenze e valgono per tutti”, ha affermato il ministro, riferendosi all’ordine di chiusura dell’area a caldo dello stabilimento. Una decisione che, secondo il titolare del MEF, cambia radicalmente lo scenario industriale.
Fino a pochi giorni fa la procedura di cessione era, nelle parole dello stesso Giorgetti, “abbastanza avanzata e prossima alla definizione”. Ora, invece, le condizioni sulle quali si stava costruendo l’operazione dovranno essere completamente aggiornate.
I 100 milioni per garantire la continuità
Il decreto approvato dal Consiglio dei ministri destina altri 100 milioni di euro all’amministrazione straordinaria dell’ex Ilva con l’obiettivo di consentire la prosecuzione delle attività mentre il Governo valuta le conseguenze della decisione del Tribunale.
Lo stanziamento rappresenta una misura di sostegno in una fase particolarmente delicata, nella quale restano aperti sia il tema della continuità produttiva sia quello della salvaguardia occupazionale.
Nessuna apertura a una gestione pubblica
Durante la conferenza stampa è stato chiesto al ministro se, dopo la sentenza, possa rafforzarsi l’ipotesi di una presenza pubblica nella futura gestione del gruppo.
Giorgetti ha escluso che il nodo sia la natura del proprietario, osservando che eventuali problemi legati alla tutela della salute e dell’ambiente non cambiano a seconda che il gestore sia pubblico o privato.
Il confronto in programma oggi con i sindacati rappresenterà quindi il primo passaggio operativo dopo il nuovo quadro delineato dalla magistratura e servirà a fare il punto sulle prospettive industriali, occupazionali e sul futuro della procedura di cessione.

